In condizioni di parità, vale la pena fare uno scambio di pezzi di pari valore solo se questo permette subito dopo la cattura di un altro pezzo.
[Intermedio]
Sappiamo che certi principi, negli scacchi, non sono da applicare in maniera sistematica. Dobbiamo renderci conto della ragione per cui questo o quel principio sono stati formulati e in base a ciò valutare se hanno applicazione nella posizione specifica. [Réti]
I maestri trattano gli attacchi a raggi x come gli attacchi reali.
Se non sai cosa fare, sviluppa il pezzo peggiore.
Soprattutto in apertura, ogni mossa fa una cosa buona e una mossa cattiva (drawback). Va valutato il drawback di ogni mossa.
Maggiore è il numero di cambi, meno possibilità si ha di creare un attacco e vincere nel finale. Ciò perché si toglie complessità alla scacchiera e diventa più difficile creare gli squilibri che consentono l’attacco. Meglio evitare di cambiare pezzi leggeri in apertura.
Nel gioco, va dunque sviluppata la capacità di conservare i pezzi:
· se l’avversario ci minaccia un cambio:
o cerchiamo di farci cambiare noi e poi, se possibile, miglioriamo un pezzo, oppure
o ci sfiliamo dal cambio e poi, se possibile, miglioriamo un pezzo lasciando all’avversario la patata bollente.
Per giocatori non esperti, i vantaggi virtuali (spazio, iniziativa) sono più difficili da mantenere dei vantaggi di materiale.
Il gioco posizionale (strategico) si impara evolvendo nel gioco degli scacchi e fa fare mosse quando non ci sono altre mosse (di tipo tattico, ad es. combinazioni) da fare. La cosa si conquista con piccoli miglioramenti.
Il lasciare il gioco all’avversario, cedendo rispetto all’iniziativa continua, gli dà la possibilità di sbagliare, di commettere cioè errori posizionali.
Ciò perché, da una parte, l’attacco continuo risulta inefficace al crescere del livello di abilità di chi lo subisce mentre diventano più efficaci le minacce; dall’altra, tra i principianti chi gioca di reazione (in difesa) tipicamente fa meno errori di chi cerca di mantenere sempre l’iniziativa. A livelli alti, si arriva a giocare a parti invertite, con il B che lascia l’iniziativa al N. Questo si può fare, ad esempio, anche con aperture più tranquille (es. francese, Caro Kann).
A differenza dei motori, gli esseri umani giocano male se messi alle strette e peggio se si trovano in posizioni che non capiscono. Questo va considerato quando si valuta una posizione.
Quando si subisce l’attacco su un lato della scacchiera si può:
· rispondere dallo stesso lato in modalità difensiva, cioè senza iniziativa;
· rispondere al centro, in modalità più forte; questa è la scelta preferibile, se è possibile;
· rispondere sull’altro lato.
Durante l’apertura si sviluppano i pezzi minori e si mette il re al sicuro con arrocco. All’avvio del mediogioco, si dovrebbero cercare linee libere per torre (colonne) e alfiere (diagonali). Le seconde sono meno difficili da ottenere (es. Alfiere in fianchetto). Una colonna libera andrebbe creata, eventualmente anche con un sacrificio di pedone, solo se si è in condizioni di controllarla (con le proprie torri e/o la regina) perché, in caso contrario, ci si potrebbe trovare in una situazione di scambio di torri e regine che porterebbe ragionevolmente a una patta. Da una colonna aperta e controllata si può condurre un attacco di torre in settima (seconda) traversa. [Euwe]
Spesso i giocatori sono così concentrati sui propri attacchi e sulle proprie motivazioni che le minacce dell'avversario passano inosservate o vengono semplicemente trascurate. Questo è il motivo principale degli errori negli scacchi che portano alla perdita di un pezzo o addirittura alla perdita dell'intera partita.
Un giocatore tipicamente ragiona così: valuta 1, 2 o 3 mosse e se non gli piacciono, con il tempo che incalza, ne fa una quarta improvvisata solo per prendere tempo; ciò quasi sempre porta alla sconfitta.
È opportuno effettuare la prima mossa di regina solo dopo qualche scambio di pezzi che lascia più spazio sulla scacchiera, spazio nel quale è possibile sfruttare al meglio le sue capacità di movimento.
Al di là della valutazione dei motori di analisi, che per tutta la fase di apertura danno valutazioni sostanzialmente di parità, un giocatore non esperto troverà preferibile giocare posizioni più semplici dal punto di vista sia tattico sia strategico. [Corvi gambetto]
Una posizione di parità è quella in cui le posizioni dei due giocatori si equivalgono sul piano dell’analisi. In questa posizione l’esito della partita dipenderà dalle capacità dei due giocatori.
Una condizione di patta è invece un tipo di conclusione di una partita (cfr. Condizioni di patta) che, nei tornei, assegna un pari punteggio ai due giocatori (1/2).
Permette di descrivere una posizione sulla scacchiera.
Serve, appunto, per riprodurre o salvare una determinata posizione.
I numeri indicano le case vuote, mentre le lettere rappresentano i pezzi (maiuscole per i bianchi e minuscole per i neri). Infine, ogni traversa viene segnalata scrivendo il carattere "/" slash.
Ecco come si scrive una notazione FEN.
La notazione inizia dall’ottava traversa e termina alla prima.
Per ogni riga, l’ordine delle colonne è sempre da "A" ad "H".
I numeri indicano la quantità di case vuote contigue,
presenti su quella traversa.
I pezzi bianchi si scrivono con le lettere maiuscole "PNBRQK" e i
neri con le minuscole "pnbrqk".
Nota per i braillisti:
Dovendo riportare la posizione in braille si può utilizzare un artificio come, ad esempio, le lettere "fcatde" da usare per uno dei 2 colori.
Il carattere "/" viene usato come separatore di riga.
Al termine delle 8 traverse riportanti le posizioni di ciascun pezzo, si trovano altre 5 informazioni aggiuntive: