Appunti di Scacchi
dai corsi dell'Accademia Scacchistica Romana
Strategia

Fabrizio Gasparollo
Novembre 2025
Modifiche della struttura pedonale
Valenza strategica dell’arrocco
Occupazione e controllo del centro
Obiettivi strategici (pianificazione strategica)
Attacco con unità di tipo A e B (Maestro Sandro Meo)
Aspetti strategici nelle aperture (da rivedere)
Analisi strategica della posizione con pedone di donna isolato
Metodo delle case reali e di coronazione [Corvi Case]
Sinossi degli elementi e dei piani di gioco
Sono qui raccolti i miei appunti presi durante i corsi dell’Accademia Scacchistica Romana:
· intermedio per adulti, tenuto da Carlo Mola il 12 e 26 gennaio e il 2 e 9 febbraio 2024;
· monografico sulle aperture, tenuto da Francesco Fileri il 10, 18 e 25 luglio e il 1° agosto 2024;
· monografico sulla strategia, tenuto da Alessandro Triglia il 3, 10, 17 e 24 aprile 2024;
· monografico sulla tattica, tenuto da Alessandro Triglia l’8, 15, 22 e 29 maggio 2024;
· monografico sui finali, tenuto da Francesco Fileri il 6, 12, 19 e 26 giugno 2024.
Poiché si tratta dei miei appunti, ci si trova quanto ho capito di ciò che gli istruttori hanno tentato di insegnarmi e, dunque, non ne è garantita la correttezza al 100%.
Il materiale dei corsi è stato integrato con materiale estratto da quanto indicato nella bibliografia.
I PGN delle partite presenti negli appunti sono raccolti in due studi su Lichess:
Negli scacchi, la tattica è fondamentale e si occupa principalmente del calcolo delle varianti concrete (combinazioni). Tuttavia, il gioco risulta poco efficace se, unitamente alla tattica, non viene definito anche un obiettivo strategico di lungo termine che non si limita al solo vantaggio di materiale e che si persegue attraverso l’esecuzione di piano, cioè di un insieme di mosse coerenti e mirate. La strategia aiuta cioè a capire cosa fare quando (tatticamente) non c’è niente da fare.
La strategia ha a che fare con piani a lunga scadenza mentre la tattica si occupa principalmente del calcolo delle varianti concrete (combinazioni)
A seconda della fase della partita, gli obiettivi strategici sono diversi. [Intermedio]
Nella fase di apertura le regole strategiche generali che i due giocatori devono seguire sono poche e abbastanza semplici:
1. Occupare il centro con i pedoni;
2. Sviluppare i pezzi leggeri verso il centro;
3. Portare al sicuro il Re con l’arrocco.
Secondo le linee di pensiero ipermoderne, si potrà parlare di controllo del centro con i pezzi e non di occupazione del centro. Ma comunque sempre con poche e semplici regole si avrà a che fare.
Nel finale, parte conclusiva della partita in cui sono presenti sulla scacchiera solamente pochi pezzi oltre ai due re, l’obiettivo strategico è dare matto al re avversario, se si è in posizione di vantaggio, o cercare di ottenere la patta, se si è in posizione di svantaggio.
Nel mediogioco, che è la fase dopo la fine dell’apertura in cui si scambia la maggior parte dei pezzi, l’obiettivo strategico generale è di portarsi in una posizione di vantaggio per la fase finale della partita. Pertanto, la definizione di un proprio obiettivo strategico e di coerenti piani di gioco risulta particolarmente articolata e rilevante.
Da una parte, la strategia considera la situazione sulla scacchiera, ovvero elementi statici e posizionali; dall’altra considera ciò che avviene sulla scacchiera, cioè elementi dinamici come, ad esempio, quando raggruppiamo le posizioni di diversi pezzi in modo da poter attaccare il Re avversario.
Naturalmente, elementi statici e dinamici lavorano insieme (e a volte in contrasto): un attacco dal lato di Re può derivare da diverse formazioni di pedoni e, viceversa, una posizione particolarmente aggressiva di un pedone potrebbe portare a qualcosa di diverso da un attacco sul lato di Re.
Gli elementi statici e dinamici concorrono alla definizione di un obiettivo che, nel mediogioco, spesso non può prescindere da considerazioni soggettive. In quasi ogni posizione, infatti, esistono più di una buona mossa e la scelta tra quelle disponibili è basata su fattori soggettivi.
[EUWE]
Nel seguito, la strategia nel mediogioco viene basata su questi passi, da eseguire al termine dell’apertura e quando necessario nel corso del mediogioco:
1. Valutare la posizione;
2. Determinare se ci sono condizioni di Vantaggio strategico;
3. Aggiornare i propri Obiettivi strategici;
4. Definire piani di gioco (di attacco se si è in vantaggio; di difesa se è l’avversario a essere in vantaggio) coerenti con gli obiettivi e tenendo conto di alcuni Principi di strategia.
Una volta definito un piano di gioco, in assenza di necessità tattiche la decisione sulle mosse da giocare segue questo approccio:
a. Selezionare le mosse candidate coerenti con il piano;
b. Analizzare in modo completo le varianti derivanti dalle mosse candidate;
c. Scegliere la mossa da giocare.
La strategia è argomento ampio al quale si legano anche alcuni Argomenti correlati.
Corsivo da [Pantaleoni2] tranne dove diversamente indicato.
[ASR]
Per valutare la posizione non disponiamo di poche e semplici regole, come per la fase di apertura, ma possiamo utilizzare alcune chiavi di comprensione posizionale:
· Elementi statici:
o vantaggio di materiale;
o pedoni e struttura pedonale;
· Elementi dinamici:
o sicurezza del re;
o spazio;
o centro;
o case libere, forti e deboli (principalmente per la creazione di avamposti);
o pezzi.
Il vantaggio di materiale è la più semplice e intuitiva forma di valutazione di una posizione. Si ha quando un giocatore ha più materiale dell’avversario. Di solito il materiale si conta sommando il valore nominale o relativo dei pezzi.
Esempio [ASR]:
Vantaggio di materiale: Kharlov – Dreev 1995 Rd 3
[Corsivo da EUWE elementi statici->]
Valori nominali:
· Pedone: 1
· Cavallo e Alfiere: 3, 3½
· Torre: 5, 5½
· Donna 9,10
Il valore relativo di un pezzo modifica quello nominale e dipende dal suo sviluppo, dalla sua attività, dall’interazione con altri pezzi.
[Euwe =>]
Alfiere: più forte del cavallo in posizioni aperte; le definizioni di alfiere buono e cattivo (cfr. Glossario di termini scacchistici) influenzano il valore dell’alfiere. Inoltre, ad esempio, sul piano dinamico l’alfiere nello stesso campo del Re avversario che ha arroccato vale di più del suo collega. Se l’alfiere cattivo si trova al di là della sua catena di pedoni può spesso giocare un ruolo importante. Anzi, se ha addirittura a disposizione un punto forte inattaccabile dai pedoni nemici, potrebbe risultare più forte dell’alfiere buono. La debolezza di un alfiere cattivo tende a crescere al decrescere della quantità di materiale sulla scacchiera. Alfiere che domina il cavallo è un alfiere due case sotto o sopra il cavallo lo domina perché controlla le case in cui il cavallo potrebbe andare.
Cavallo: non legato a un solo colore di case è ideale per il lavoro a corto raggio d’azione; in base al punto d’appoggio il cavallo è più o meno forte: sulla sesta traversa dà un vantaggio vincente; sulla quinta dà buone possibilità di attacco e di solito più forte di un alfiere; sulla quarta traversa dà buone prospettive sia di attacco che di difesa; sulla terza traversa è utile soprattutto per bloccare i pedoni passati dell’avversario. In posizioni chiuse di solito il cavallo è più forte di un alfiere e la sua forza può essere aumentata anche apportando una modifica alla struttura pedonale.
Donna. Il valore paritetico per la D dipende molto dalla posizione. La forza della D sta nella sua mobilità e conseguente facilità con cui guadagna pezzi dando scacco. Quando resta poco o niente da catturare, dunque, il suo valore si riduce. In difesa la D soffre mentre è molto potente se la posizione del R nemico è sventrata.
Contro due pezzi minori, la D dovrebbe vincere ma, non potendo essere contemporaneamente in due posti, a volte perde, e lo fa quasi sempre nei finali.
Contro tre pezzi minori, la D non può competere, soprattutto se i tre stanno attaccando.
Contro T, A o C e p, il valore è all’incirca equivalente e la D risulta vincente se attacca.
Contro 2 T, la D è perdente se le T cooperano e il loro R è protetto. In caso contrario, può risultare vincente.
[Corvi Pianificazione ->] La D è T e A. Nel secondo ruolo, le si applicano le considerazioni sugli alfieri (buono e cattivo). Ciò va tenuto a mente quando se ne vuole migliorare la posizione e il valore attraverso il “Cambio di colore della donna”.
Torre. Particolarmente efficace per il controllo delle linee, tipicamente una colonna semiaperta o aperta. In questa configurazione, le T raddoppiate sono ancora più forti. Anche la T in settima traversa è molto forte potendo attaccare e distruggere la difesa pedonale dell’arrocco.
Attributi del pedone:
· Debole: se è attaccato o attaccabile facilmente; [EUWE->, sono pedoni deboli i pedoni isolati, sospesi, doppiati e arretrati];
· Forte: se occupa una casa importante ed è ben difeso;
· Passato o libero: non ha pedoni avversari sulla sua colonna né sulle adiacenti; nella sua corsa alla promozione può essere fermato solo da pezzi;
· Isolato: non ha più colleghi dello stesso colore nelle colonne adiacenti;
· Doppiato/triplicato: vi sono due/tre pedoni dello stesso colore in una colonna; i pedoni doppiati non sono in grado di difendersi (al contrario dei pedoni uniti) né sono in grado di produrre un pedone passato a partire da una maggioranza (vedi sotto);
· Arretrato: indietro rispetto ai suoi compagni delle colonne adiacenti;
· Pedoni uniti: pedoni affiancati su colonne adiacenti;
· Pedoni sospesi: pedoni affiancati (tipicamente c e d sulla quarta traversa per il Bianco e quinta per il Nero) che non siano protetti da propri pedoni (di colonne adiacenti) e occupano colonne semiaperte, sono cioè gli unici pedoni nelle rispettive colonne. Costituiscono un’isola non difendibile da altri pedoni ma in grado di autogestirsi e controllare quattro case della traversa successiva. Sono una formazione ambiziosa con pregi e difetti ed è dunque impossibile darne una valutazione a priori.
Vedi esempi.
La struttura pedonale determina, tra l’altro, le caratteristiche del centro e la bontà degli alfieri (cfr. infra).
La valenza strategica della struttura pedonale è di tipo statico nell’approccio tradizionale. È invece di tipo dinamico, nel gioco moderno, tenendo conto che può evolvere e modificarsi attraverso due tipi di manovre: affiancamenti e spinte di rottura (cfr. infra).
Elementi strategicamente rilevanti delle strutture pedonali (cfr. Glossario di termini scacchistici):
· Formazioni di pedoni bloccati, specie nel centro;
· Pedoni affiancati (controllano 4 case della traversa successiva)
· Catene/cunei/Stonewall (cfr. Glossario);
· Maggioranze e minoranze (cfr. infra);
· Pedoni liberi o passati;
· Isole di pedoni (più isole determinano una struttura più debole);
· Pedoni deboli (isolato, sospeso, doppiato, arretrato);
· Pedone chiodo.

Esempio di pedone chiodo (c6, blocca la D nera)
Maggioranza/minoranza: Si ha una situazione di maggioranza quando un’isola pedonale ne fronteggia una costituita di meno colonne.
Diagonali/cunei/Stonewall
Sono configurazioni relativamente stabili che, dal punto di vista strategico, hanno importanza sia in attacco sia in difesa (cfr. Glossario). In particolare, le catene individuano il lato della scacchiera in cui si ha più spazio (in cui di solito si sceglie di attaccare) e la qualità dei propri alfieri, e sono utili per proteggere il re, aprire la strada ai pezzi per l’attacco e creare una forte posizione di difesa.
L’affiancamento di pedoni si ottiene quando uno viene spinto nella colonna adiacente a quella del suo collega più avanzato, meglio se nelle colonne del centro (c, d, e, f).
La spinta di rottura si ottiene quando un pedone è spinto in contatto di cattura con un pedone avversario. Un approccio di gioco orientato alle spinte di rottura è molto positivo. [Corvi pianificazione]
Esempio: case deboli e spinte di rottura (cfr. infra).
Altre manovre che derivano dalla struttura pedonale sono gli attacchi di maggioranza o minoranza e la rottura della catena pedonale.
Di solito, una manovra di spinta dei pedoni di una maggioranza consente di ottenere un pedone passato.
Esiste anche l’attacco di minoranza.
Attacco di minoranza (esempio): con la struttura pedonale tipica della variante di cambio del Gambetto di Donna (cfr. figura), conducendo un attacco dal lato di minoranza (b2-b4-b5xc6 dal lato del Bianco o f7-f5-f4xe3 dal lato del Nero) si produce un pedone debole avversario in colonna semiaperta.

Rottura delle catene pedonali: il N deve cercare di rompere la catena pedonale del B. La rottura, però, deve essere fatta quando è possibile far saltare l’anello principale della struttura, ovvero quando è possibile togliere di mezzo i pedoni bianchi che esercitano la pressione fondamentale sulla posizione. Se il N riesce a rompere la catena pedonale del B e riesce a liberarsi dell’abbraccio soffocante dei pedoni nemici, verranno subito a crearsi delle debolezze nella posizione bianca con conseguenze, la maggior parte delle volte, fatali. Se, al contrario, il N non riesce a distruggere completamente la catena avversaria ma ottiene solo l’apertura di qualche colonna, la sua posizione rimarrà compressa e oppressa e presto o tardi le linee che si sono aperte torneranno a vantaggio del B che, godendo di più spazio e maggiore libertà di movimento, potrà prenderne possesso più rapidamente. In generale, il N ha successo quando il B sviluppa le catene precocemente, senza corrispondente sviluppo dei pezzi. Ciò portano a fare le aperture provocatorio del periodo ipermoderno. [Réti]
Vedi esempi.
Il metodo delle case reali è utilizzabile per valutare la sicurezza del Re (cfr. infra).
Nella valutazione della posizione si considerano molti elementi. Nel corso della partita ciascuno di essi cambia di priorità. Gli elementi, infatti, hanno peso diverso nelle diverse situazioni. La sicurezza del Re è comunque l’elemento più importante, col peso maggiore. Gli altri elementi entrano in gioco solo quando il re è al sicuro. Quando un re è più esposto dell’altro, gli altri elementi della strategia non contano e vanno elaborati piani di attacco al Re. Viceversa, quando ci si trova in svantaggio su qualcuno degli elementi, si dovrebbe cercare di indebolire il R avversario per ricuperare la situazione e magari ribaltarla. [Corvi sicurezza]
Vedi esempio.
L’arrocco è una mossa che mette al sicuro un re ma non è di sviluppo, dunque perde un tempo. Va dunque bene aspettare per arroccare ma ciò espone il R. L’arrocco va dunque fatto quando è necessario e non prima possibile e finché non è necessario ci si dedica a sviluppare i propri pezzi. [Corvi]
The Dragon Formation arises almost exclusively from the Dragon or Accelerated Dragon lines of the Sicilian. It may also occur with reversed colours when White plays the English Opening and Black replies with l ...e5 followed by 2...Nf6 and 3...d5. Assuming we have the structure with colours the usual way around (say, from a Dragon) then Black almost always castles short while White must choose whether to castle short or long. This decision has a significant influence on the character of the resulting game. [Rios]

Arrocchi eterogenei: dal punto di vista strategico, la situazione di arrocchi eterogenei è come stare su un altro pianeta in cui valgono regole diverse. Chi riesce a prendere l’iniziativa per primo conduce un attacco al re avversario molto forte perché il suo re è dall’altro lato della scacchiera. L’attacco condotto con i pedoni da un lato non crea scoperture al proprio re e dunque può essere fatto, anche con sacrifici, al fine di aprire una colonna su cui condurre un attacco di pezzi al re avversario. Nel condurre questo tipo di attacchi è comunque necessario prestare particolare attenzione a ciò che succede al centro. [Corvi Arrocchi eterogenei]
Indebolimento della struttura pedonale (a difesa dell’arrocco): la spinta dei pedoni che difendono il re dopo l’arrocco, ad esclusione di quelli spinti nelle colonne esterne per creare lo sfiatatoio (cfr. infra) e di quelli delle colonne centrali utilizzati per consolidare il centro; in entrambi casi, queste spinte di pedone possono anche difendere case in cui un cavallo avversario sarebbe fastidioso (es. b4 o g4 per il nero); per indebolire la struttura pedonale si utilizzano attacchi sull’ala, anche con sacrificio di qualità, che costringono l’avversario ad avanzare il pedone (cfr. figura).

Allontanamento dei pezzi difensori, è un tema tattico (adescamento/deviazione del difensore). È una mossa non strettamente forzante (uno scacco o una minaccia) con cui si attira un pezzo (o più raramente un pedone) avversario su una determinata casa per ottenere un vantaggio materiale o lo scacco matto mediante altri motivi tattici o impedendo al pezzo adescato di svolgere una delle funzioni cui è destinato nella nuova casa che occupa. Generalmente l'adescamento si effettua tramite un sacrificio (in tal caso si parla di sacrificio di adescamento) con cui si attira un pezzo avversario in una determinata casa per catturarlo, conseguendo un vantaggio. Un tipo particolare di sacrificio di adescamento è quello con cui si attira il re in una rete di matto (vedi estrazione del Re).
Apertura delle linee (colonne, traverse o diagonali) per attacchi coi propri pezzi: tipicamente T su colonna (semi)aperta.
Impedimento dell’arrocco: si ottiene attaccando le case di partenza, transito o destinazione per effettuare l’arrocco del re avversario; ciò costringe il re al centro, lo rende più vulnerabile e rende più lungo il suo spostamento verso i lati.
Estrazione del re: un piano che attraverso una serie ripetuta di scacchi costringe il re avversario fuori della casa dove ha arroccato e verso il centro.
Distruzione dello scudo pedonale
Tautologico.
Vedi esempi.
Spazio: la quantità di case della scacchiera e in campo nemico controllate complessivamente da un giocatore, anche attraverso attacchi a raggi x, escludendo cioè solo le case e i percorsi occupati con propri pezzi. Esso è strettamente legato all’attività o manovrabilità dei pezzi, cioè alla capacità di ciascun pezzo di controllare più case. è un vantaggio dinamico: con poco spazio i pezzi tendono ad ostacolarsi a vicenda ed un eventuale punto debole diventa difficile da difendere; come regola generale, chi dispone di spazio maggiore non dovrebbe fare cambi che rendono meno significativo il minor spazio dell’avversario, cioè con pezzi con poca attività. Vale il viceversa per il giocatore che ha meno spazio che, dunque, dovrebbe offrire degli scambi. Lo spazio è collegato, oltre che dell’attività dei pezzi, anche dei seguenti elementi (cfr. infra):
o occupazione o controllo del centro,
o colonne/linee aperte e diagonali,
o struttura dei pedoni,
o blocchi, tipicamente di pedone.
Prendere spazio è positivo se si fa attenzione a non cambiare troppo i pezzi, cosa che riduce il vantaggio di spazio. Inoltre, conquistare spazio può significare un minore sviluppo dei propri pezzi e un ritardo dell’arrocco, cioè una minore sicurezza del proprio R. [Corvi]
Attività o manovrabilità o mobilità dei pezzi: la capacità dei pezzi di muoversi e dunque controllare case, anche a raggi x attraverso pezzi avversari, sulla scacchiera; una maggiore mobilità è un vantaggio dinamico. L’attività dei pezzi, all’inizio del mediogioco, dipende dallo sviluppo di pezzi in fase di apertura.
Blocco di un pedone: si ottiene ponendo un pezzo di fronte al pedone da bloccare, nel mediogioco spesso usato per impedire una possibile spinta di rottura del pedone stesso. Quando il pezzo bloccante si sposta, anche momentaneamente dalla casa di blocco, la spinta di rottura è possibile. Per liberarsi della debolezza di un pedone (isolato e) bloccato, si ricorre spesso al sacrificio di pedone, un sacrificio tattico.
[Corvi spazio]
Nella valutazione della posizione si considera lo spazio a disposizione. Un vantaggio di spazio si può ottenere già con l’apertura (es. Siciliana e Francese) e poi si può capitalizzare.
Ad es. nel caso della difesa francese variante di spinta il B ottiene un vantaggio di spazio al prezzo della perdita di un tempo (B muove 2 p 3 volte, il N solo 2).

Il vantaggio di spazio funziona bene se abbiamo tanti pezzi mentre con pochi pezzi, ad es. in un finale, potrebbe addirittura essere complicato difendere il proprio spazio. Un esempio di questo caso è la difesa Alekhine nella variante dell’attacco dei 4 pedoni che provoca l’avanzata dei pedoni del B portando il C a spasso del N.

In questo caso, il B ha conquistato molto spazio al centro e il N ha mosso più volte il C facendo la scommessa che poi il B abbia più difficoltà a difendere lo spazio e il R. Vince chi riesce a far valere le sue ragioni.
Tipo di centro:
· chiuso quando è occupato da pedoni tra loro bloccati; il gioco si sviluppa sulle ali e l’attività dei pezzi, tipica di un approccio tattico, è particolarmente evidente e rilevante; l’ala indicata per l’attacco è data dalla punta più avanzata della catena pedonale;
· aperto quando non è occupato da pedoni bloccati; al centro si gioca direttamente con i pezzi anziché con i pedoni; in questo caso, perciò, risulta di fondamentale importanza arroccare quanto prima per non rischiare di avere il proprio Re sotto attacco nemico; è, inoltre, generalmente una buona idea occupare le colonne centrali aperte o semiaperte con pezzi pesanti;
· mobile quando uno o più pedoni al centro possono avanzare in quanto non bloccati (cfr. figura); uno dei 2 giocatori ha la maggioranza di pedoni al centro e cerca di sfruttarla per limitare la mobilità dei pezzi avversari; il piano di contro-gioco deve basarsi sul blocco del centro;
· In tensione quando c’è una minaccia di attacco a una casa (cfr. definizione di tensione)
· Fissato quando abbiamo 2 pedoni centrali che si bloccano a vicenda. Tipica la 1. e4 e5, con una o 2 colonne aperte o semiaperte affianco a questi 2 pedoni; la strategia tipica, in presenza di questo tipo di centro, è quella che prevede l’installazione di una figura, tipicamente un Cavallo, in un avamposto; il mantenimento dell’iniziativa e la penetrazione in territorio nemico;

Esempio di centro mobile
Si tratta dell’occupazione e il controllo esercitati sulla parte centrale della scacchiera (d4-e5 o, con centro allargato, c4-f5 o anche c3-f6). Nel primo caso si muove un pedone od un pezzo in modo tale che esso vada a posizionarsi in una delle case che compongono il centro, proprio per questo motivo parliamo di “occupazione del centro”; il secondo caso è quando si muove un pedone o un pezzo in modo tale che esso attacchi una o più case che compongono il centro. Ci si difende attaccando i pezzi che occupano il centro o anche i loro difensori (concetto ipermoderno).
Tensione: Due pezzi contrapposti, in presa uno rispetto all’altro, provocano una situazione dinamica. Se aggiungiamo anche altri pezzi in grado di sostenerli, la tensione complessiva della posizione aumenta. Il neofita preferisce cambiare o semplificare (che vuol dire mangiarsi i pezzi a vicenda) subito, senza impiccarsi in calcoli complicati e cervellotici, per poi magari scoprire di essere approdato in una posizione sfavorevole. In pratica, si cede alla tensione, per evitarla. Siamo in un territorio dove la componente umana gioca un ruolo determinante. Mi sembra, anzi, che rappresenti il bello di questo gioco. Romanovskij nel già citato “Il centro di partita” diceva che una minaccia di attacco spesso ha più valore di un attacco stesso. Il punto mi sembra proprio questo: fino a quando siamo in grado di sopportare una posizione tesa, aggiungendo minacce a minacce, senza cedere alla tentazione di semplificare?
Vedi Esempi.
Casa forte: una casa libera che:
1. è al riparo dall'attacco dei pedoni avversari;
2. è vicina alle linee avversarie (es. terza o quarta/quinta o sesta traversa);
3. può essere controllata con qualche proprio pezzo, al fine eventualmente di usarla come avamposto nel campo nemico.
Casa debole: è una casa non controllata né controllabile dai propri pedoni nelle proprie due traverse centrali. Le case deboli hanno un livello di debolezza determinato come numero di pedoni (di entrambi i colori) nelle case adiacenti. Più è alto questo numero più la casa è debole. Le case deboli dell’avversario sono più rilevanti nella valutazione posizionale se possono essere occupate con propri pezzi realizzando, tipicamente, un avamposto o una minaccia. [Corvi]
Vedi esempi.
L’avamposto è una casa debole nel campo dell’avversario che non può essere attaccata da un pedone avversario ed è controllata o controllabile dal nostro pedone più avanzato (che controlla le case del centro o prossime al centro in quarta e quinta traversa: c4 - f4 per il N, c5 - f5 per il B). [De Santis->] L’avamposto di pedone diventa molto forte in caso di affiancamento, che dovrebbe essere uno dei primi obiettivi subito dopo l’apertura.
I cavalli sono pezzi molto potenti da mettere in avamposto (es. Ce5 Bianco o Ce4 Nero).
Le case adiacenti al centro (c, centro del lato di D, ed f, centro al lato di R), in termini di operazioni e occupazioni su di esse, sono direttamente legate a ciò che è successo al centro in fase di apertura. Invece, le case b4 b5 e g4 g5 sono meno importanti perché più spesso si può effettuare un controllo di colonna.
Inoltre, le case più laterali possono essere attaccate dai due pedoni laterali che permetteranno di scacciare il pezzo in avamposto; la minaccia/attacco con i pedoni all’avamposto nelle case centrali richiede invece mosse che alterano la struttura pedonale, ad es. dopo cambi (cfr. Glossario di termini scacchistici).
Come già visto, il valore relativo dei pezzi dipende dalla situazione di gioco. In aggiunta a ciò, per la valutazione della posizione sono importanti alcune configurazioni di pezzi, alcune delle quali già illustrate nel capitolo del valore relativo dei pezzi:
· Controllo delle linee;
· Alfiere in fianchetto, alfiere cattivo (cfr.supra);
· Coppia degli alfieri;
· Alfieri di colore opposto;
· Avamposti di cavallo (cfr. supra);
· Superiorità dei cavalli (cfr. supra);
· Sacrificio di qualità;
· Centralizzazione.
Vedi esempi.
· Colonne: alla fine della fase di apertura raramente tutti gli otto pedoni rimangono sulla scacchiera e quindi una o più colonne aperte o semiaperte sono normali nel mediogioco. Una colonna aperta o semiaperta andrebbe controllata da un pezzo pesante;
· Controllo delle diagonali maggiori: una diagonale maggiore (a2-g2, a1-h1, b1-h7, g1-a7, h1-a8, h2-b8) controllata da un alfiere (in fianchetto) diventa debole ed è difficilmente o non difendibile dall’avversario.
La loro forza si evidenzia maggiormente nel finale; si intuisce pensando ad un finale con attacco al Re isolato, molto più agevole che nel caso di alfiere e cavallo e quasi impossibile nel caso di una coppia di cavalli. Con una coppia di alfieri si deve puntare a una struttura di gioco aperto anche attraverso il sacrificio di un pedone. In una lotta contro due cavalli o C e A in posizione chiusa, si deve puntare a scambiare un alfiere con un cavallo.[EUWE]
[Cenci/Corvi Alfieri]
Principi:
1. La forza della coppia di A è determinata dalla forza di un alfiere che non ha il suo diretto antagonista e anche dalla possibilità di far lavorare gli alfieri su diagonali affiancate;
2. Nella lotta contro la coppia degli alfieri ci sono due possibili strategie:
a. Cambio AxA rimanendo in una situazione di A contro C,
b. Creazione di avamposti con i cavalli;
3. Il C è un pezzo di tipo B che lavora bene con altri pezzi (A o D) e meglio nelle posizioni più complesse del mediogioco; l’A è un pezzo di tipo A che lavora meglio nelle posizioni più semplici dei finali; i cambi di pezzi e le semplificazioni convengono quindi a chi ha la coppia degli alfieri.
4. Chi ha la coppia degli alfieri è indifferente al campo predominante della struttura pedonale avversaria mentre chi ha un alfiere solo ha limiti di mobilità se l’avversario posiziona i propri pedoni nello stesso campo.
5. In posizioni aperte, senza avamposti di cavallo, la coppia degli alfieri è un vantaggio grande sulla coppia dei cavalli e un po’ meno su C e A; l’A singolo ha invece solo un piccolo vantaggio sul C in posizioni aperte.
In sintesi, chi ha la coppia degli alfieri:
1. posizionerà i propri pedoni, finché nella propria metà della scacchiera, in case dello stesso campo dell’unico alfiere avversario;
2. attirerà i pedoni dell’avversario in case del campo dello stesso alfiere;
3. cercherà la semplificazione almeno con cambi dei pedoni centrali per aprire il gioco;
4. preverrà l’avamposto di C avversario;
5. cercherà di mantenere la coppia degli A; se necessario, cambierà preferibilmente AxA per mantenere un vantaggio posizionale;
6. se ha l’obiettivo di vincere, in caso di cambio AxC eviterà di ritrovarsi in un finale con A di opposto colore.
Invece, chi ha A e C:
1. posizionerà i propri pedoni, finché nella propria metà della scacchiera, in case del campo opposto a quello del suo unico alfiere;
2. attirerà i pedoni dell’avversario in case del campo opposto a quello dello stesso alfiere;
3. terrà il centro bloccato;
4. cercherà un avamposto di C;
5. eviterà i cambi; se necessario, cambierà AxA perché ciò riduce drasticamente lo spazio dell’avversario specie quando si va verso il finale.
Quando ogni giocatore ha un alfiere che si muove su un colore diverso, si parla di alfieri di colore opposto.
Dal punto di vista strategico, nel mediogioco gli alfieri di colore opposto possono creare delle zone di influenza, rendendo più difficile per l'avversario controllare le diagonali.
Nei finali, invece, questa situazione spesso porta a finali di patta perché gli alfieri, muovendosi su colori diversi, non possono attaccare o difendersi a vicenda direttamente, e possono creare "fortezze" che bloccano l'avanzata dei pedoni avversari, rendendo difficile per uno dei due giocatori ottenere la vittoria.
Il sacrificio di qualità è il sacrificio di una torre in cambio di un pezzo leggero o di pedoni. A differenza del sacrificio tattico, quello di qualità non produce esiti in un numero calcolabile di mosse ma mira ad ottenere vantaggi strategici come l’indebolimento di linee o punti cruciali, una maggiore attività dei propri pezzi, una migliore struttura pedonale, il guadagno i tempi di sviluppo. Può anche essere un'idea d'attacco comune per esporre il re dell'avversario o una buona idea difensiva, quando può eliminare un forte attaccante. Due pedoni o altri vantaggi posizionali sono spesso un compenso sufficiente per il sacrificio di qualità (cfr. Glossario di termini scacchistici).
In quali casi un vantaggio di qualità può essere compensato? ad es. un cavallo in sesta traversa difeso da un pedone, entrambi scambiati con una T danno uno svantaggio materiale ma non si può dire che questo abbia un valore del tutto equivalente alla perdita di qualità.
Secondo alcuni, il valore equivalente di un vantaggio di qualità è circa un pedone e mezzo.
Tuttavia, più che il compenso materiale, è importante quello posizionale; ad es. il sacrificio di una T per un A in fianchetto e un pedone è compensato se si mantiene la propria coppia di A indebolendo al contempo lo scudo pedonale del R avversario.
Nella pratica, il compenso necessario per dare alla T una qualche possibilità di successo contro A e C o due pezzi minori non si verifica praticamente mai. Ciò perché praticamente mai, dopo lo scambio e il mantenimento della T con perdita di due pezzi minori, i due rimanenti saranno i due A mentre l’altro giocatore potrebbe averli mantenuti. Questo spiega perché chi possiede i pezzi minori dovrebbe forzare un attacco al R nel mediogioco perché le possibilità di patta nel finale aumentano con la T [EUWE elementi statici].
È il movimento di un pezzo verso il centro, di solito con l'obiettivo di permettere al pezzo il controllo di una maggior sezione della scacchiera, cioè di ottenere più spazio.
[Corvi Pianificazione]
Nel corso della partita è sempre necessario tenere a mente se si ha un punto di forza, un vantaggio strategico, ossia una delle situazioni individuate nel capitolo della valutazione posizionale. In assenza, è opportuno cercare di ottenerlo.
Ciascun giocatore cercherà poi di sfruttare i propri punti di forza e di limitare l’efficacia di quelli dell’avversario.
In condizioni di vantaggio strategico, si cerca di evitare il cambio dei pezzi che introduce semplificazione e riduce l’efficacia del vantaggio stesso. Il viceversa vale per chi è in svantaggio strategico. Tuttavia, va anche tenuto a mente il principio di Semplificazione (cfr. infra).
[Corvi pianificazione] TBC
La pianificazione strategica nel mediogioco prende il via subito dopo l’apertura e serve a decidere l’approccio strategico alla partita, necessario per una corretta definizione dei piani strategici.
Segue un esempio di pianificazione strategica sulla variante di cambio della partita spagnola: 1.e4 e5 2.Cf3 Cc6 3.Ab5

Qui la mossa più giocata è 3…a6. Sembrerebbe che il N stia perdendo un tempo ma non è così. Se infatti l’A arretra, il tempo non è perso. Se invece cattura 4.Axc6, il N può catturare con 4…dxc6 sviluppando la propria donna (cfr. appunti sulle aperture, sviluppo).
Segue: 3…dxc6 5.O-O f6 6.d4 exd4 7.Dxd4 Dxd4 8.Cxd4

Terminata l’apertura va fatta la pianificazione strategica in base alle situazioni di vantaggio strategico (cfr. supra).
In questo esempio:
· il punto di forza del B è la maggioranza pedonale a destra per sfruttare la quale il B cercherà crearsi un pedone libero e di cambiare i pezzi per arrivare a un finale di pedoni (secondo il principio di semplificazione).
· il punto di forza del nero è la coppia degli A che cercherà di mantenere fino al finale.
La (falsa) maggioranza pedonale di sx del N non consente di ottenere un pedone libero a causa dei pedoni doppiati. In questa configurazione, Se il B mette i propri pedoni a V (es. a4 b3 c4) blocca l’avanzata dei pedoni N.
Ci si trova in una situazione di 2C+1A contro 1C+2A per si possono applicare le considerazioni indicate nel capitolo Coppia degli Alfieri.
Ciascun giocatore cercherà di sfruttare i propri punti di forza e di limitare l’efficacia di quelli dell’avversario.
Subito dopo l’apertura, vanno dunque tenuti a mente i seguenti principi:
1. individuare i pezzi più importanti, da tenere, e quelli che si possono cambiare (ad es. Ag7 nella difesa est indiana e nel dragone, Ac4 nella partita italiana);
2. seguire i principi generali; il non farlo può avere senso per giocatori molto esperti;
3. valutare il vantaggio strategico (punti di forza, cfr. supra) e, più in generale, tutti gli elementi a rilevanza strategica (cfr. supra), con particolare attenzione a:
i. come la struttura pedonale può essere modificata con spinte di rottura;
ii. come i propri pezzi, in particolare la D, possono essere migliorati.
Vedi esempio. I principi applicati sono: non muovere più volte i pezzi in apertura, spinte di rottura, cambio di colore della D.
La pianificazione strategica si fa attraverso alcuni concetti chiave tenendo a mente che ciascuno, nel corso della partita, può essere modificato.
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Isola operativa: zona della scacchiera (4
colonne di lato o centrali) in cui una delle due parti riesce a stabilire il
proprio dominio, concentrando pezzi e attività con un coordinamento
superiore. In quella zona, il giocatore riesce a dettare l'iniziativa e le
operazioni, mentre l'avversario spesso si trova a reagire o a subire. |
Si individua in base alla posizione, tenendo conto di debolezze (eventualmente future perché causate) in campo avversario o linee (semi)aperte e della possibilità di creare minacce concrete. Si sfrutta pianificando il miglior posizionamento dei propri pezzi a supporto dell’area, senza fretta nell’attacco ed evitando la dispersione delle proprie forze. Ogni mossa deve contribuire all'attivazione e al potenziamento dell’isola operativa. Il controllo si consolida occupando case forti e rimuovendo eventuali difensori avversari. Si modifica quando la pressione su quella zona della scacchiera risulta inefficace, cambiando rapidamente fronte. La modifica può anche consistere in un ampliamento dell’area controllata. |
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[Corvi piani] TBC
I Romantici ci insegnano l’importanza della tattica e dell’attacco al Re. Qui conta anche, sebbene non
abbia validità scientifica, il principio delle unità di attacco A e B (cfr. Alessio De Santis, Come diventare
maestro di scacchi).
Le unità di attacco di tipo A operano lungo linee o attaccano punti (T su colonna aperta, A su diagonale, pedoni singoli, D quando attacca dalla distanza); quelle di tipo B attaccano zone della scacchiera (C centrale, coppia di pedoni affiancati, R attivo, D quando attacca da distanza ravvicinata).
Il principio di base è che per un attacco efficace servono unità di tipo A ma anche di tipo B.
Questa distinzione è particolarmente utile quando si affrontano situazioni tattiche complesse, in cui il calcolo non è sufficiente per prevedere con certezza l’esito di un sacrificio o di un attacco. In questi casi, entra in gioco il principio delle forze A e B: se nella posizione risultante da un sacrificio abbiamo sia forze A che forze B attive nell’area dell’attacco, allora il sacrificio è promettente e spesso corretto. Se invece rimaniamo con poche forze o con un solo tipo di forza, ad esempio solo forze A senza un controllo delle zone, è più prudente evitare il sacrificio. [Corvi Case]
Per i cambi, la regola generale è che si effettuano alla pari o per ottenere un vantaggio di materiale.
Nell’applicazione della regola generale, tuttavia, vanno tenuti in considerazione anche i seguenti aspetti:
· chi dispone di spazio maggiore non dovrebbe fare cambi che riducono tale vantaggio; vale il viceversa per il giocatore che ha meno spazio e che dunque dovrebbe offrire cambi.
· il cambio non conviene a chi è in vantaggio strategico perché lo riduce attraverso una semplificazione (cfr. Il vantaggio strategico); vale il viceversa per il giocatore in svantaggio che dunque dovrebbe offrire cambi;
· il cambio può risultare favorevole in ottica di semplificazione (cfr. Semplificazione);
· il cambio delle D porta un (lieve) vantaggio strategico a chi ha il R meno protetto.
Per i sacrifici, la regola generale è che si fanno per riprendere il pezzo con gli interessi o per dare matto.
Anche in questo caso, nell’applicazione del principio vanno tenuti in considerazione anche aspetti strategici quali il Sacrificio di qualità.
Principio delle debolezze [De Santis]: con una la posizione è sostenibile, con due è brutta, con tre è insostenibile.
Il segreto del successo di un piano strategico passa attraverso la possibilità di creare contemporaneamente almeno due minacce. Dal punto di vista tattico, ciò è evidenziato da uno dei temi tattici più comuni, l’attacco doppio. Sul piano strategico, si può enunciare il principio delle due debolezze (una debolezza è un punto vulnerabile che può essere attaccato):
1. Si crea una prima debolezza;
2. Si attacca la debolezza, non necessariamente per scardinarla, quanto spesso per scoordinare le forze nemiche;
3. Si crea un’altra debolezza in un altro settore della scacchiera;
4. Si attacca la seconda debolezza, provocando il collasso della posizione nemica.
In sintesi, si aspetta a catturare perché la minaccia crea tensione. Questa crea un vantaggio per chi attacca in generale e ancor più se i pezzi avversari sono messi male.
Vedi esempio.
[De Santis]
· Se non hai altro da fare, migliora la posizione del pezzo peggiore;
· I pezzi omologhi lavorano meglio su case adiacenti;
· Cattura con il pezzo che vale di meno;
· Avendo più scelte, fai la mossa che crea più debolezze all’avversario;
· Semplificare;
· Sviluppa i cavalli prima degli alfieri e non impedire con i cavalli lo sviluppo degli alfieri.
[De Santis]
È il cambio, alla pari, di pezzi o pedoni per condurre la partita alla posizione desiderata, di partita patta o vinta, senza ulteriori complicazioni tecniche. La usa chi è in vantaggio, per vincere prima, o un giocatore meno esperto per pareggiare più facilmente. Chi si oppone alla semplificazione assume dei rischi per complicare il gioco.
Profilassi: prevenzione del contro-gioco avversario, cioè mosse che ne impediscano l’attuazione.
Dominazione: si appoggia al concetto di profilassi per condurre completamente il gioco.
Vedi esempio.
Nelle aperture aperte e semiaperte, il Bianco spingerà sempre d4 dopo e4, anche se magari non subito. Nelle aperture chiuse, invece, è raro che dopo d4 il bianco spinga anche e4.

Accettato 2…exf4; rifiutato 2… Ac5 o d5
È la più antica apertura, molto giocata in epoca romantica, praticamente scomparsa con l’avvento della scuola posizionale all’inizio del XX secolo. Per il Bianco non è solo un modo veloce e violento di attaccare la casa debole f7 tramite la colonna f e Ac4 ma anche un modo di occupare il centro senza rifuggire eventuali semplificazioni e finali veloci. [Pantaleoni2]
Il Bianco persegue velocemente i tre obiettivi dell’apertura e di solito vince in poche mosse. Tuttavia, il nero può accettare o rifiutare il gambetto e difendersi.
Variante classica: 4…Cf6 5.d4 exd4 6.cxd4 Ab4+; 4…De7 (mossa di Alekhine), 4…d6 (debole)

La mossa più cattiva per il Bianco è 7.Cc3 nella variante classica dopo aver spinto d4 due mosse prima e spingendo d5 due mosse dopo.
Lo sviluppo prosegue in diversi possibili modi:
1. 7. Cc3 Cxe4 8. O-O Axc3 9. d5 (invece di riprendere con bxc3) Ce5 10. bxc3 Cxc4 11. Dd4 O-O; il Bianco spinge in d5, ma perde un cavallo, nel seguito c’è lo scambio in cui entrambi perdono l’alfiere migliore e, in una mossa successiva, il Bianco ricupera un cavallo rimanendo in svantaggio di un pedone; il Nero è in svantaggio in termini di spazio e sviluppo ma ha una struttura pedonale più solida; Stockfish -0,1

Oppure, non spingendo d5:
2. 9…Af6 10. Te1 Ce7 11. Txe4 d6 12. Ag5 Axg5 13. Cxg5 h6 14. De2 hxg5 15. Te1 Ae6! 16. dxe6 f6! 17.Te3 [Pantaleoni]; in questo caso, il nero è in vantaggio di un pedone avendo scambiato un suo alfiere con un cavallo del Bianco e l’altra coppia di alfieri; ha una struttura pedonale più solida ma un pedone doppiato, avendo una condizione di maggioranza a ovest; il Bianco ha un vantaggio di spazio oltre ad avere le torri e la regina già incolonnate; tuttavia, in una colonna semiaperta che difficilmente il Nero renderà aperta; Stockfish -0,6

Come alternativa, si può avere questo:
3. 7. Ad2! Axd2 8. Cbxd2 d5! 9. exd5 Cxd5 (Sockfish 0,1); situazione di parità di materiale perso (2 pedoni, alfiere in campo scuro buono per il bianco); la struttura pedonale del Nero è più solida e con una possibile maggioranza a ovest; entrambi i giocatori potrebbero arroccare alla mossa successiva completando la fase di apertura per poi spostare le torri nella colonna libera e.

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In alternativa all’Italiana, ha caratteristiche analoghe alla Difesa Philidor o alla variante Steinitz della Partita Spagnola: il Nero ha posizioni solide ma nessuna prospettiva. [Pantaleoni]
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Fegatello: 4. Cg5 d5 5. exd5 Cxd5?! 6. Cxf7 (Stockfish +0,7). Interessante anche se non la gioca più nessuno.
Alternativa: 4. Cg5 d5 5. exd5 Ca5 o b5 o Cd4 (equilibrio), come modo del Nero per lottare per l’iniziativa [Pantaleoni2]
La situazione generale, in termini di spazio, è a vantaggio del Nero.
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Per la spagnola si fanno ragionamenti analoghi all’Italiana.
Una variante “cattiva” è l’attacco o gambetto Marshall.
3…a6 4. Aa4 Cf6 5. O-O Ae7 6. Te1 b5 7. Ab3, O-O 8. c3 d5!?
9. exd5 Cxd5 10. Cxe5 Cxe5 11. Txe5 c6! 12. d4 Ad6 13. Te1 Dh4 14. g3 Dh3 15. Te4!? g5! 16. Df1 Dh5 17. Cbd2 Af5 18. f3!
Ha alcune manovre tipiche: Cbd2-f1-e3-d5 o Cbd2-f1-g3-f5 o Ab5-a4-b3-c2 e uno stile tipico di preparazione con calma della spinta in d4.
Dopo la spinta 8.c3 il Bianco ha indebolito la casa d3 e privato il cavallo di Donna della sua naturale casa di sviluppo. Il Nero si sente dunque autorizzato al sacrificio del pedone e5. Dati statistici alla mano, è una delle difese più affidabili per il Nero e gli esiti possono essere quanto mai vari. [Pantaleoni]
Il Nero prepara la spinta in d5 e previene il fastidio dei tatticismi su f7. La adatta a chi preferisce la tensione strategica a quella tattica. Dopo 1.e4 è la terza difesa più giocata dal Nero dopo la Siciliana (1…c5) e la Spagnola (1…e5 ecc.). [Pantaleoni2]
La Variante di cambio (3.exd5 exd5) è simmetrica e innocua per il Nero.
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Nella più classica variante di spinta (3.e5 c5), il bianco attaccherà sul lato di Re e il Nero cercherà di demolire la catena di pedoni del Bianco. Il Nero spesso arrocca lungo. L’alfiere in campo scuro del Bianco è cattivo così come l’alfiere in campo chiaro del Nero ma entrambi acquisiscono valore se spostati oltre le catene di pedoni. Si continua con: 4.c3 Cc6 5.Cf3 Db6 6.a3 Ch6!? 7.b4 cxd4 8.cxd4 Cf5 9.Ab2 Ad7 10.g4 (Situazione di equilibrio e dall’esito incerto)
Ha la fama di essere solida ma poco ambiziosa. Concede al Bianco un buon vantaggio di spazio che però è difficile da sfruttare. Il Nero prepara la spinta 2…d5 senza bloccare il proprio alfiere in campo chiaro, a differenza della francese. Dopo la spinta del nero, il pedone bianco in e4 deve essere cambiato (variante di cambio 3.exd5), spinto (variante di spinta 3.e5) o difeso (3.Cc3 o la variante moderna Cd2) [Pantaleoni2].
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È un po’ più passiva della francese.
In risposta a 1.e4 è la quarta difesa più giocata dal Nero dopo la Siciliana (1…c5), la Spagnola (1…e5) e la francese (1…e6).
La variante classica è 1. e4 c6 2. d4 d5 3. Cd2 (o 3. Cc3) dxe4 4. Cxe4 Af5 e il Bianco può attaccare l’alfiere e difendere il cavallo con Df3 ottenendo una posizione molto equilibrata.
Ha alla base l’idea rivoluzionaria di favorire l’avanzata dei pedoni bianchi nel tentativo di dimostrare che il centro bianco è una debolezza. Si risolve in generale con un piccolo vantaggio del Bianco.
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La variante più giocata è: 1.e4 Cf6 2.e5 Cd5 3.d4 d6 4.Cf3 Ag4 5.Ae2 e6 6.O-O Ae7 7.c4 Cb6 8.Cc3 O-O 9.h3 Ah5 10.Ae3
Esiste una variante di cambio esemplificata nella partita Morozevich Bratchenko: vedi esempio.
Il nero si oppone all’ideale occupazione del centro dei pedoni bianchi con un vantaggio rispetto a 1…e5: sulla spinta di d4 e sul cambio il Bianco prende di cavallo (Siciliana aperta) e ci si trova con due pedoni neri e un solo bianco nelle colonne centrali. Ciò dà al Nero il vantaggio di poter scegliere la struttura pedonale e gli permette anche di vincere. Per questo è la difesa più giocata su 1.e5 dagli anni ’50 del secolo scorso. [Pantaleoni2]

Ha moltissime varianti. Se ne citano alcune:
1.e4 c5 2.Cc3 Cc6 3.g3 g6 (Siciliana chiusa);
1.e4 c5 2.Cf3 d6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cf6 5.Cc3 Cc6 (Siciliana classica);
1.e4 c5 2.Cf3 Cc6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cf6 5.Cc3 g6 (Dragone; cfr. Sicurezza del re/attacco al re – elemento dinamico);
1.e4 c5 2.Cf3 Cc6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cf6 5.Cc3 e5 (Sveshnikov): variante ambiziosa con il Nero che gioca per vincere ma molto pericolosa.
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Il Bianco può anche permettersi di non spingere. Di solito il Bianco attacca sul lato di re e il Nero sul lato di regina.
Difesa siciliana variante Alapin esemplificata in una partita dell’istruttore
1.e4 c5 2.c3 e5 3.Cf3 Cc6 4.d4 cxd4 5.cxd4 exd4 6.Cxd4 Ab4+ 7.Cc3 De7 8.Cb5 Dxe4+ 9.De2 Dxe2+ 10.Axe2 Aa5 11.O-O Cge7 12.Cd6+ Rf8 13.Te1 g6 14.Ah6+ Rg8 15.Ac4 1-0
Quando il Bianco apre spingendo d4, difficilmente spingerà anche e4. Al contrario, quando apre con e4 tra gli obiettivi strategici c’è spingere d4 e magari d5.
Raramente viene accettato (2…dxc4) perché non porta vantaggio (o parità) al Nero.
Nel caso di Gambetto rifiutato ci sono due opzioni maggiori 2…e6 e 2…c6.
L’ortodossa (1.d4 d5 2.c4 e6 3.Cc3 Cf6 4.Ag5 Ae7 5.e3 O-O 6.Cf3 Cbd7) è tale che il Nero si riserva di spingere in c5 o c6 o di giocare dxc4 seguita da e5. Segue: 7.Tc1 c6 8.Ad3 dxc4! 9.Axc4 Cd5 10. Axe7 Dxe7 11.O-O Cxc3 12.Txc3 e5. Alla mossa 12 il Nero ha raggiunto i suoi obiettivi ma ha un ritardo di sviluppo [Pantaleoni] Il Bianco si gioca abbastanza tranquillamente.
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La semi-slava (2…e6 3.Cc3 Cf6 4.Cf3 c6) in cui l’idea è bloccare l’alfiere in campo scuro. Si prosegue tipicamente con 5.e3 e 5.Ag5. Dalla seconda, con 5…dxc4 si entra nella variante Sistema Botvinnik molto violenta (6.e4 b5 7.e5 h6 8.Ah4 g5 9.Cxg5 hxg5 10.Axg5 Cbd7! 11.exf6 Ab7 12.g3! c5 13.d5 Db6 14.Ag2 O-O-O 15.O-O b4 16.Ca4 Wb5! 17.a3) Minaccia di prendere in c4. Alla mossa 8 c’è uno pseudo sacrificio di pedone nero con guadagno di un cavallo e perdita di un pedone. Alla mossa 13 lo spostamento della regina nera in b6 difende i pedoni b5 ed e6 e prepara l’arrocco lungo. Alla mossa 16 il Nero si lancia alla conquista del pedone in d5. La posizione alla mossa 17 è molto difficile da valutare. [Pantaleoni2]

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L’altra alternativa per la seconda mossa per il Nero (2…c6) porta alla difesa slava. 3.Cf3 Cf6 4.Cc3 dxc4 5.a4 Af5 che permette di sviluppare l’alfiere Nero senza la presenza della Donna bianca in b3. Il pedone in c4 non permette lo sviluppo della Donna bianca in b3, che dà fastidio.
Il Nero termina lo sviluppo in modo armonioso (…e6, Ab4, Cbd,7 O-O) ma concede al Bianco una lieve preponderanza centrale. Il Bianco deve ricuperare il pedone e occupare il centro per avere qualche vantaggio. In generale, il giocatore più forte avrà la possibilità di imporsi. [Pantaleoni2]
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Un pedone isolato può essere un punto di forza o di debolezza. I due esempi mostrano l’uno e l’altro scenario nel caso specifico di pedone di donna isolato (testo in corsivo da [Rios]).
[This structure] arises in many opening variations; the Queen's Gambit Accepted, Slav, Tarrasch Defence, Sicilian Alapin or French Tarrasch to name a few. This structure is equally common with either colour, but for our discussion in this chapter we will assume it is White who has the isolani (pedone isolato).
Generally speaking, White has better middlegame prospects, while Black has better prospects in an endgame. Therefore, White's main aim will be to build an attack, while Black's hope will be to neutralize such an attack and simplify the position, obtaining a superior endgame.
La regola del pedone di Donna isolato è: spingerlo se possibile, eliminando l’isolamento anche a costo di un sacrificio.
White's plans
Create a kingside attack. Most standard plans will include the moves Ne5 (avamposto per attaccare il Re), Bg5 and the battery Qd3-Bc2. In some cases, a piece sacrifice on the kingside is needed to break through the defence. Rooks are typically placed on e1 and d1 (or c1), and a rook transfer via the third rank (row) is possible.
Break in the centre with d4-d5, trading pawns and opening lines with an overwhelming initiative (or even sacrificing a pawn with the same purpose).
Black's plans
Trade pieces to win an endgame. In particular, exchange White's good bishop (the light squared bishop). Cercare di cambiare i pezzi leggeri (sempre e solo in condizioni favorevoli) perché si mira a un finale di pezzi pesanti.
Place a knight on d5. This prevents the central break d4-d5 and controls some key squares. In an endgame a rook, bishop or even a king would be strong on this square. Per evitare la spinta del pedone isolato in d5, anche una minaccia con Af6 che attacca d4 e Cf6-e7 possono aiutare.
Vedi esempi.
La strategia ha a che fare con piani a lunga scadenza mentre la tattica si occupa principalmente del calcolo delle varianti concrete (combinazioni). A metà strada tra le combinazioni e i piani ci sono gli schemi. Si tratta di une rete invisibile di idee, configurazioni e strutture. Pensare per schemi è una forma mentis attraverso la quale non si ragiona sulle mosse che i nostri pezzi possono fare ma sulla configurazione che vogliamo ottenere.
In altri termini, pensare per schemi significa costruire una base di orientamento strategico: riconoscere rapidamente una configurazione familiare, immaginarne una desiderabile e orientare tutte le mosse verso di essa.
Questo metodo è utile per orientare il gioco nel finale (cfr. anche appunti sui finali), per valutare la sicurezza del Re e/o definire strategie di attacco o difesa in tutta la partita e anche come sistema alternativo al calcolo, in posizioni in cui questo risulti complesso, per la definizione di combinazioni tattiche.
Le case reali sono la casa del Re e quelle adiacenti (9 case se il Re non è vicino a un bordo). Si possono considerare anche le case semi-reali che sono quelle a queste adiacenti (16 ulteriori case, sempre se il Re non è vicino a un bordo), per un totale di 25.
Per la misura della sicurezza del Re si contano le case reali che siano controllate, anche a raggi x, dai propri pezzi o pedoni, con le seguenti accortezze:
· ogni casa va contata con un punto per ogni pezzo/pedone che la controlla direttamente o ai raggi x; nel conteggio totale una casa può dunque contribuire con più di un punto;
· per controllo a raggi x si intende il controllo attraverso pezzi e pedoni avversari e anche attraverso i pezzi propri, che sono facilmente spostabili, ma non attraverso i propri pedoni, che rappresentano un elemento più statico.
Più alto è il valore ottenuto, maggiormente a rischio è il Re. Se tutte le case sono controllate si ha matto.
Il calcolo può essere utile anche per determinare l’attività del Re nei finali (maggiore quanto più basso è il valore delle case reali) nel Metodo delle tre forze applicato ai finali di torre (cfr. appunti di finali).
Sul piano strategico, il metodo permette di costruire piani di attacco finalizzati ad aumentare progressivamente l’occupazione e il controllo diretto (non ai raggi x come definiti sopra) delle case reali e, con minore importanza, semi-reali del Re avversario. Si considerano anche pezzi in case da cui c’è il controllo potenziale, ottenuto cioè con un’unica mossa aggiuntiva che permette il controllo diretto da lontano di case reali o semi-reali.
La gradazione di importanza del tipo di attacco (occupazione, controllo diretto, potenziale) e del “tipo” di casa “attaccata” (reale o semi-reale) permettono di dare priorità alle mosse del piano.

Il metodo si può utilizzare anche per definire piani di difesa. Si possono contare le case reali intorno al proprio Re difese da propri pezzi o pedoni, con l’obiettivo di garantire che il numero delle proprie case reali difese sia superiore a quello delle proprie case reali attaccate dall’avversario. Inoltre, ci si può difendere o si può attaccare avendo cura di limitare il controllo avversario sulle proprie case reali e semi-reali.
Il medesimo metodo può essere utilizzato quando i Re non sono particolarmente sollecitati – cioè se sono al sicuro, cioè ben difesi e/o lontani dalla zona attiva della scacchiera – considerando al centro dello schema di calcolo (delle case “reali”) non la casa del Re ma quella di promozione (cd. casa di coronazione) di un proprio pedone libero o potenzialmente libero, meglio se avanzato. Si considerano la casa di promozione, le case adiacenti e i pezzi come nel caso delle case reali di Re. Questo approccio è particolarmente utile nel caso di partite “posizionali”, non di attacco.

Il p bianco d4 sulla sinistra è potenzialmente libero perché se 1.d5 fxd5 segue 2.fxd5 che risulta libero a tutti gli effetti. La casa blu è di coronazione, quelle rosse sono reali e quelle gialle semi-reali.
Il pedone libero rappresenta una minaccia a lungo termine e la sua casa di coronazione/promozione può diventare un punto critico da conquistare o da difendere. In queste situazioni, il gioco sulle case di coronazione può consentire di guadagnare spazio, deviare i pezzi avversari, oppure costringere l’avversario a indebolire la propria posizione per bloccare l’avanzata.
Naturalmente, le case reali di promozione passano in second’ordine se è possibile definire un piano strategico di attacco al Re con il metodo delle case reali perché la possibilità concreta di un attacco al Re avversario è sempre la prima priorità in partita. In ogni caso, entrambi i metodi consentono di costruire piani strategici con mosse precise.
L’applicazione del metodo comporta sempre un sacrificio. Un sacrificio può essere “scorretto” se si guarda solo al materiale o al motore, ma può essere “giusto” se porta i nostri pezzi a controllare o occupare case reali e, dunque, ad avere l’iniziativa.
Il concetto nasce nelle scuole scacchistiche di attacco (Mikail Tal, Alexei Shirov ecc.). Gli adepti di queste scuole cercano, sin dalle prime mosse, di:
- mettere sotto controllo le case reali dell’avversario direttamene o ai raggi x,
- sono disposti a sacrificare materiale per ottenere il loro scopo,
- guardano al concetto di rischio dal punto di vista dell’avversario.
Il metodo delle case reali di Re o di promozione può, infine, essere un utile strumento in alternativa al calcolo in posizioni complesse con difficoltà di calcolo. In questi casi, infatti, sebbene il calcolo sia fondamentale, il metodo fornisce un’utile scorciatoia per scegliere le mosse e combinazioni più opportune secondo un approccio strategico.
[ASR]:
Pedone isolato: Botvinnik – Petrosian 1963, Rd 10; Marshall – Cigorin 1905 Rd 141
Pedone arretrato: Rubinstein – Salwe 1908 Rd 3
Pedoni doppiati: Lasker – Cohn 1909 Rd 17
Maggioranze e minoranze: Botvinnik – Euwe 1946 Rd 10
L’attacco di minoranza: - Nicolic – Kramnic 1998 Rd 3
Sicurezza del re: Alekhine – Levitsky St. Pietroburgo 1913 rd. 2 [Corvi Sicurezza]
[Event "Alekhine - Levitsky"]
[Site "St Petersburg RUE"]
[Date "1913.03.02"]
[EventDate "1913.02.28"]
[Round "2"]
[Result "1-0"]
[White "Alexander Alekhine"]
[Black "Stefan Levitsky"]
[ECO "C33"]
[WhiteElo "?"]
[BlackElo "?"]
[PlyCount "55"]
1. e4 e5 2. f4 exf4 3. Bc4 Nf6 4. Nc3 Bb4 5. Nge2 d5 6. exd5 f3 7. gxf3 O-O 8. d4 Bh3 9. Bg5 Bg2 10. Rg1 Bxf3 11. Qd2 Be7 12. O-O-O Bh5 13. Rde1 Nbd7 14. Nf4 Bg6 15. h4 Re8 16. Qg2 Bf8 17. h5 Bf5 18. Ne6 fxe6 19. dxe6 Kh8 20. exd7 Rxe1+ 21. Rxe1 Bxd7 22. h6 Bc6 23. d5 Bd7 24. Rf1 b5 25. Bb3 Qe8 26. d6 Nh5 27. Bf7 Qe5 28. Qxa8 1-0
L’apertura del B è di attacco con un Gambetto di Re (siamo nel 1913) accettato dal N. I due procedono allo sviluppo dei pezzi (mossa 4). Il B ha sacrificato un pedone ma ha tolto un pedone avversario dalle colonne centrali che invece lui controlla e sta sviluppando più velocemente. Il N spinge il pedone d per aprire alla D e il B lo cattura avendo tre pezzi in attacco e il N solo due in difesa di d5 (Mossa 6). A questo punto, con la colonna e aperta, si dovrebbe arroccare ma il N, prima di arroccare e perdere un tempo, spinge in f3 per compromettere un po’ l’arrocco del B (Mossa 6). Il B cattura, il N arrocca corto e il B gioca d4 (Mossa 8).
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Mossa 4 |
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Riassumendo, il B inizia con gambetto di re offrendo un pedone (f4) in cambio di sviluppo. Il N cattura il pedone ma poi lo restituisce (d5) e a seguire gliene offre un altro (f3) con l’obiettivo di mettere al sicuro il proprio re mentre il R bianco è esposto e per proteggerlo deve arroccare lungo.
Si può parlare del materiale (il B ha un p in più), della la struttura pedonale (lievemente migliore per il N tenuto conto dei pedoni doppiati e isolati del B) o dello sviluppo/spazio (D, A, C e T equivalenti, vantaggio dato dai pedoni B al centro). Tuttavia, in questa situazione l’elemento più importante è la sicurezza del R nella quale in N ha un vantaggio (Stockfish -0,5 nonostante un pedone in meno).
Il R B esposto è un elemento temporaneo; il piano di attacco del N deve essere rapido.
In partita, Levitsky non si concentrò sull’attacco al R ma sul ricupero di materiale. In particolare, giocò 8…Ah3 per:
· ricuperare un pedone in f3 (10…Axf3), con l’idea di prendere magari anche d5;
· minacciare a raggi x l’Ag5 (11…Ae7).
Ciò ha permesso al B di arroccare lungo e mettere il suo R in sicurezza.
Una buona mossa per il N poteva essere 8…Cxd5 che, oltre a bilanciare di nuovo il materiale, avrebbe reso più difficile per il B muovere A e D e consentire l’arrocco.
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Mossa 8… |
Mossa 12 |
In quattro mosse, invece, la situazione si è capovolta a vantaggio del B. Tra l’altro la colonna g è semiaperta ed era una debolezza per il R B centrale mentre, dopo l’arrocco del B, diventa una debolezza per il R N.
Il B si prepara ora ad attaccare il R N dal lato di Re ma, finché non c’è nulla di concreto, Alekhine si concentra di più sui pezzi che “funzionano di meno”: in particolare muove la Td1 sulla colonna aperta e (mossa 13) e poi con Cf4 minaccia Ah5 (mossa 14). A questo punto, non essendoci ancora nulla di concreto per l’attacco al R nemico, il B spinge h4 e il N risponde con 15…Te8.
Alla mossa 16, il bianco sposta la donna sulla colonna g con doppio attacco ai raggi x fino al pedone g7 e il N lo difende con Af8 scoprendo la propria T. I maestri trattano gli attacchi a raggi x come gli attacchi reali.
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Mossa 14 |
Mossa 20 |
Alla 17, il B spinge h5 e il N sposta l’A in f6. A seguire, non è utile spingere con p o A in h6 e il B gioca Ce6, che è un finto sacrificio. Infatti segue lo scambio 18…fxe6 19.dxe6; il N deve arretrare il R e il B ricupera il C perduto con 20.exd7 (mossa 20). Il N scambia una torre e ricupera un pedone 20…Txe1+ 21.Txe1 Axd7.
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Mossa 24 |
Mossa 28 |
Valutazione al termine della mossa 21 (Stockfish +4,4):
· materiale pari;
· struttura pedonale: il B ha una maggioranza sul lato di D e un pedone isolato in colonna h
· spazio: il B ha più spazio con la T e i due A;
· il centro è aperto e controllato completamente dal B;
· Case libere non difendibili da pedoni: non appare rilevante;
· Sicurezza/Attacco Re: il Re N è sotto pressione e le case reali sono sotto attacco dei pezzi B; il R bianco è al sicuro.
Alekhine giocò una spinta di rottura che smantella l’arrocco e attacca il pedone che lo difende: 22. h6; il N cerca di dare fastidio alla D 22…Ac6, il B la difende con 23.d5 e il N porta di nuovo l’A in d7. Con questa operazione il N ha tolto al B la possibilità di giocare Cc3-d5. Segue 24.Tf1 per attaccare il C del N.
Si cominciano a intravedere dei possibili matti. Ad es. Df8 difesa da Ac4 dopo che A e p hanno eliminato i pezzi neri in f6 e g7.
Per togliere l’A del B in campo chiaro dalla diagonale il N prova 24…b5 ma non riesce con 25.Ab3 cui il N risponde con 25…De8. Segue 26.d6 Ch5 con apertura della diagonale di Ab3 e, a seguire, 27.Af7 difeso dalla T con il N che sposta la sua D e infine 28.Qxa8 e abbandono del N.
Riassunto.
Il B ha sacrificato un pedone per sviluppare. Il N ha risposto restituendo e sacrificando a sua volta un pedone per la stessa ragione. Si è trovato poi in vantaggio perché il R bianco era più esposto. Qui il N si è concentrato sul ricupero e il vantaggio di materiale anziché sulla debolezza del R bianco. Il B ha poi arroccato lungo e il R nero è diventato il più debole. Concentrandosi su questa debolezza il B ha vinto.
Case Reali: Benko-Tal 1959 (TBC); [Corvi Case]
Case di coronazione: Gaprindashvili - Dzindzichashvili (TBC) [Corvi Case]
Dalla mossa 11 o 25.
[ASR]:
Impedimento dell’arrocco: Steinitz – von Bardeleben 1895 Rd 10
Indebolimento della struttura pedonale: Charousek – Lehner 1897, Fischer – Benko 1959 Rd 10
Apertura di una colonna sul Re: Zukertort - Anderssen 1865
Estrazione del Re: Lasker – Thomas, Londra 1912 (l’attrazione fatale):
https://www.youtube.com/watch?v=Wh8n7Ok2RmU
[Event "Casual game"]
[Site "London ENG"]
[Date "1912.10.29"]
[EventDate "?"]
[Round "?"]
[Result "1-0"]
[White "Edward Lasker"]
[Black "George Alan Thomas"]
[ECO "A40"]
[WhiteElo "?"]
[BlackElo "?"]
[PlyCount "35"]
1. d4 e6 2. Nf3 f5 3. Nc3 Nf6 4. Bg5 Be7 5. Bxf6 Bxf6 6. e4
fxe4 7. Nxe4 b6 8. Ne5 O-O 9. Bd3 Bb7 10. Qh5 Qe7 11. Qxh7+
Kxh7 12. Nxf6+ Kh6 13. Neg4+ Kg5 14. h4+ Kf4 15. g3+ Kf3
16. Be2+ Kg2 17. Rh2+ Kg1 18. Kd2# 1-0
Vantaggio di spazio: Partita di esempio: Alekhine – Minzowitch 1930 San Remo Rd. 3 [Corvi Spazio]
[Event "San Remo"]
[Site "San Remo ITA"]
[Date "1930.01.18"]
[EventDate "1930.01.16"]
[Round "3"]
[Result "1-0"]
[White "Alexander Alekhine"]
[Black "Aron Nimzowitsch"]
[ECO "C17"]
[WhiteElo "?"]
[BlackElo "?"]
[PlyCount "59"]
1.e4 e6 2. d4 d5 3. Nc3 Bb4 4. e5 c5 5. Bd2 Ne7 6. Nb5 Bxd2+ 7. Qxd2 O-O 8. c3 b6 9. f4 Ba6 10. Nf3 Qd7 11. a4 Nbc6 12. b4 cxb4 13. cxb4 Bb7 14. Nd6 f5 15. a5 Nc8 16. Nxb7 Qxb7 17. a6 Qf7 18. Bb5 N8e7 19. O-O h6 20. Rfc1 Rfc8 21. Rc2 Qe8 22. Rac1 Rab8 23. Qe3 Rc7 24. Rc3 Qd7 25. R1c2 Kf8 26. Qc1 Rbc8 27. Ba4 b5 28. Bxb5 Ke8 29. Ba4 Kd8 30. h4 1-0
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In difesa francese, il B scelse di giocare Cc3 (variante Paulsen) anziché la variante di spinta (e5) attuata poi alla mossa 4.
Alla mossa 5. di solito si procede con 5.a3 Axc3 6.bxc3 ritrovandosi con una struttura pedonale del bianco indebolita (p isolato, p doppiati) rispetto al N ma con vantaggio di spazio che comporta maggior controllo del centro e con la coppia degli alfieri per il B.
Alekhine giocò invece una variante secondaria con 5.Ad2 con l’idea di portare poi il Cd6, scambiare gli A in campo scuro per avere accesso alla casa d6 debole con C creando un avamposto. Lo scambio degli A in campo scuro è convenuto al B perché per il N è un alfiere buono (i p bloccati sono in campo chiaro) e per il B cattivo (i p bloccati sono in campo scuro). Di buono per il N c’è che avendo meno spazio i cambi convengono perché riducono il vantaggio di spazio dell’avversario
Alla mossa 8, Cd6 non è immediatamente utile per cui, cambiando piano, il B giocò c3 e segue una serie di mosse di sviluppo e guadagno di spazio da parte i entrambi.
12. b4 cxb4 13. cxb4 Bb7 14. Nd6 f5 15. a5 Nc8
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Il B avanza b4 per smuovere il N a sinistra, con l’idea di spinta del p in b5 e forchetta. Ciò viene anticipato dal N (mossa di profilassi) spostando il proprio A in b7 prima ancora che sia attaccato.
Avrebbe potuto giocare 13…Axb5 14.axb5 ottenendo apparentemente una migliore struttura pedonale per la presenza dei p doppiati bianchi; in realtà però il p a7 appare più debole di quello in b5, che dà spazio al B, per cui la struttura pedonale del B è in realtà migliore. In questa situazione, inoltre, il N soffre per il vantaggio di spazio del B e ha qualche difficoltà a muovere i suoi pezzi.
Alla mossa 14, il B installa il cavallo nell’avamposto b6; poiché potrebbe sostenere una spinta di p bianco in f5, il N ci spinge il proprio p (di nuovo profilassi).
A seguire il B spinge p in a5 prendendo ulteriore spazio e il N porta il proprio C in c8.
Prendere spazio è una cosa positiva se si fa attenzione a non cambiare troppo i pezzi, cosa che riduce il vantaggio di spazio. Inoltre, è necessario osservare che il B ha conquistato spazio al costo di un minore sviluppo dei propri pezzi (l’A in campo chiaro è ancora in f1) e di una minore sicurezza del proprio R.
16. Nxb7 Qxb7 17. a6 Qf7 18. Bb5 N8e7 19. O-O h6 20. Rfc1 Rfc8 21. Rc2 Qe8 22. Rac1 Rab8 23. Qe3 Rc7 24. Rc3 Qd7 25. R1c2 Kf8 26. Qc1 Rbc8
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Alla mossa 16, Alekhnine scambia il proprio C (pezzo più forte in questo momento) con l’A cattivo del N (il pezzo del N con minori prospettive), mossa molto difficile, per un esperto o un maestro.
Fa questa mossa per guadagnare ulteriore spazio. Per pensare a questo scambio bisogna adottare il principio per cui in uno scambio non si valutano i pezzi che si scambiano ma quelli che rimangono.
A seguire, anziché spingere b5 forzando lo spostamento del Cc6, lo minaccia con l’A in campo chiaro.
Finalmente il B arrocca corto alla mossa 19, seguendo il principio che si deve arroccare quando è necessario e non quanto prima perché l’arrocco dà sicurezza al re perdendo un tempo.
A seguire, il B posiziona le sue T sull’unica colonna aperta c per aprire la linea di attacco al R. Per l’attacco al Cc6, alla mossa 23 ci si trova con 3 difensori (D, T e C) con l’altra T possibile difensore; gli attaccanti sono 3 (2 T e A). La partita procede con il confezionamento del cannone di Alekhine (D con davanti due T) e il N che sposta altri pezzi in difesa del C.
In questa situazione ci sono 4 attacchi e 4 difese su Cc6 ma il N non ha pezzi da muovere.
27. Ba4 b5 28. Bxb5 Ke8 29. Ba4 Kd8 30. h4 1-0
Il B arretra l’A per lasciare l’obbligo di gioco al N (zugzwang raro nel mediogioco, più frequente nel finale) che spinge b5, poi catturato dall’A. Il R nero arriva a difendere le due T e poi il B avanza h4 lasciando di nuovo al N l’onere della mossa (zugzwang) con tutti i pezzi bloccati.

Il N potrebbe:
· fare qualche mossa di pedone a destra ma, con il R bianco in zona, queste mosse presto si esauriscono;
· non può muovere i C perché l’uno difende l’altro che è inchiodato in difesa della T;
· non può muovere la D in e8 o il B, con 31.b5, attaccherebbe il C che è inchiodato in difesa della T;
· non può muovere il R o, dopo 31.b5, perde la difesa di c7
Il N abbandona. Questa partita è una delle immortali dello zugzwang.
Occupazione e controllo del centro: Alekhine – Lasker 1934 Rd 12; Kotov – Spassky 1958 Rd 18 [ASR]
Avamposto: Capablanca – Alekhine 1927 Rd 21 [ASR]
Gioco delle debolezze: Geller - Najdorf 1953 Rd 13 [ASR]
Case deboli e avamposti: Smyslov – Rudakovsky (campionato USSR 1945 Round 2) [Corvi case deboli]
Corsivo mio.
[Event "USSR Championship"]
[Site "Moscow URS"]
[Date "1945.06.??"]
[EventDate "1945.??.??"]
[Round "2"]
[Result "1-0"]
[White "Vasily Smyslov"]
[Black "Iosif Rudakovsky"]
[ECO "B83"]
[WhiteElo "?"]
[BlackElo "?"]
[PlyCount "57"]
1. e4 c5 2. Nf3 e6 3. d4 cxd4 4. Nxd4 Nf6 5. Nc3 d6 6. Be2 Be7 7. O-O O-O 8. Be3 Nc6 9. f4 Qc7 10. Qe1 Nxd4 11. Bxd4 e5 12. Be3 Be6 13. f5 Bc4 14. Bxc4 Qxc4 15. Bg5 Rfe8 16. Bxf6 Bxf6 17. Nd5 Bd8 18. c3 b5 19. b3 Qc5+ 20. Kh1 Rc8 21. Rf3 Kh8 22. f6 gxf6 23. Qh4 Rg8 24. Nxf6 Rg7 25. Rg3 Bxf6 26. Qxf6 Rcg8 27. Rd1 d5 28. Rxg7 Rxg7 29. Rxd5 1-0
https://www.youtube.com/watch?v=PbJEdz3VMIM

Analisi alla fine della mossa 8 (Difesa Siciliana):
· Materiale, struttura pedonale e spazio: Il Nero ha i pedoni messi meglio, perché il B ha ceduto un pedone al centro, ma il bianco ha più spazio (9 case contro 2);
· Pezzi: non sono definiti alfieri buoni o cattivi; le colonne c e d sono semiaperte ma non controllate da T; il N deve ancora sviluppare Ac8;
· Case: d5 è doppiamente controllata da entrambi;
· Centro: mobile;
· Attacco al Re: N sul lato di D, B sul lato di R.
Nell’attuale situazione di centro mobile, il B dovrebbe utilizzare i propri pedoni per bloccare i pezzi avversari, ma al momento ci sono solo C, o spingere i propri pedoni; il N dovrebbe bloccare il centro.
Il N dovrebbe anche sviluppare l’alfiere di campo chiaro e portare T e D sulle colonne semiaperte, evitando di muovere due volte C e A. Il B, invece, dovrebbe guadagnare ulteriore spazio e controllare la colonna d semiaperta.
La direzione di attacco per il N dovrebbe essere sull’ala di donna (tenuto conto della breve catena f7-e6) spingendo inizialmente i pedoni a6 e b5.
Per il B, la direzione di attacco sarà l’ala di re anche perché gli alfieri la controllano meglio.
Per il B, si possono valutare le seguenti mosse:
· f4 per aumentare il controllo e l’occupazione del centro (dal lato del possibile attacco);
· Dd2 per consentire il successivo spostamento della T per il controllo della colonna d;
· Ag5 e successivo scambio con il cavallo; lo scambio è alla pari ma lievemente più svantaggioso per il B; da valutare successivamente.
A seguire, il B muove i pezzi che non ha ancora mosso, in particolare la donna 10.De1.

Alla mossa 11, il N spinge il pedone in e5. Da notare che ora il centro non è più mobile ma è centro fissato. In questo scenario, i piani strategici prevedono: la realizzazione di un avamposto, tipicamente di cavallo, il mantenimento dell’iniziativa e la penetrazione in territorio nemico. Si conferma che l’attacco B dovrebbe svilupparsi sull’ala di re.
Alla mossa 12, il B non cattura fxe5 cui il N risponderebbe con dxe5 perché ciò consentirebbe al N di eliminare la debolezza del pedone in d6, che è arretrato rispetto al compagno e non ha un pedone in colonna c. Gioca invece Ae3.
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13.f5 è una mossa complessa che, tra l’altro, costringe il movimento dell’alfiere di campo chiaro del N. Alla 14 si scambiano gli alfieri in campo chiaro, cattivo per il B e buono per il N. La mossa conferma la direzione dell’attacco del B
Alla mossa 15 il B gioca Ag5 per lo scambio così da eliminare il difensore di d5 (che diventa casa debole per il N) e creare l’avamposto Cd5 alla mossa 17, come previsto nel caso di centro bloccato. Si scambia cioè un alfiere con un cavallo creando però un avamposto di cavallo in d5. Il cavallo del N attaccato dall’Ag5 non può sfuggire in e4 perché la casa è difesa da cavallo e donna, per cui perderebbe un pezzo, e in più lascerebbe Ae7 in balia di Ag5, con significativa perdita di materiale.
19.b3 minaccia la regina.
21.Tg3 difende i pedoni sulla terza traversa e il pedone avanzato in colonna f.
Case deboli e spinte di rottura: Ian Rogers – Viktoria Johanson 2006 Reykjavik Rd 1 [Corvi case deboli]
In questa partita si approfondiscono i concetti di case e pedoni deboli e della spinta di rottura.
[Event "XXII Reykjavik Open"]
[Site "Reykjavik ISL"]
[Date "2006.03.06"]
[EventDate "2006.03.06"]
[Round "1"]
[Result "1-0"]
[White "Ian Rogers"]
[Black "Viktoria Johansson"]
[ECO "B25"]
[WhiteElo "2547"]
[BlackElo "2222"]
[PlyCount "101"]
1. e4 c5 2. Nc3 Nc6 3. Bb5 d6 4. Bxc6+ bxc6 5. f4 g6 6. Nf3 Bg7 7. O-O Nf6 8. d3 O-O 9. Qe1 Rb8 10. b3 Ne8 11. Bd2 Nc7 12. Qh4 e6 13. Qxd8 Rxd8 14. e5 d5 15. Na4 Bf8 16. c4 Na6 17. Ba5 Rd7 18. Rfd1 Nb4 19. Rd2 Kg7 20. g3 Bb7 21. Kf2 Be7 22. Ke2 h6 23. h4 h5 24. Rc1 Na6 25. Rb2 Bc8 26. Bd2 Rdb7 27. Be3 Rb4 28. Rcc2 d4 29. Bd2 R4b7 30. Rc1 Bd7 31. Rg1 Rh8 32. Bc1 Nc7 33. Rc2 Na6 34. Ba3 Rbb8 35. Ng5 f5 36. exf6+ Bxf6 37. Nxc5 Nxc5 38. Bxc5 e5 39. Ne4 Rbe8 40. Kd2 Bg4 41. Nxf6 Kxf6 42. fxe5+ Ke6 43. Rf1 Bf5 44. Rf4 Rh7 45. Rxd4 Kxe5 46. Kc3 Kf6 47. Rd6+ Re6 48. Re2 Rxd6 49. Bxd6 Rd7 50. Be5+ Kf7 51. d4 1-0
L’apertura è un attacco grand prix in cui il B, in risposta alla difesa siciliana, anziché spingere subito f4, attacca prima con Ab5 scambiandolo con il Cc6.

Valutazione della posizione.
Ad es. Il N dovrebbe fare piani per sfruttare gli A, il B per sfruttare la struttura di pedoni.
Per il N è dunque importante aprire il gioco, cioè scambiare pedoni.
Il B, invece, sfrutterà la migliore struttura pedonale per attaccare quella del N compromessa dal lato di D.
5…g6 6. Nf3 Bg7 7. O-O Nf6 8. d3 O-O

Mosse di sviluppo e chiusura della fase di apertura.
Case deboli:
9. Qe1 Rb8 10. b3 Ne8 11. Bd2 Nc7 12. Qh4 e6

Il B gioca De1 non per sviluppare sulla diagonale ma per difendere Cc3 e ai raggi x l’ala di donna. Il N posiziona la sua T sulla colonna b aperta. Sulla spinta del pedone b il N ritira il cavallo per lasciare spazio alla spinta f5 e, probabilmente, per poi portarlo verso il centro e attaccare i p bianchi.
Il N ha la coppia degli alfieri, più efficaci se il gioco è aperto: è dunque interessato a scambiare pedoni.
Situazione e mossa del B:
Materiale: pari;
Pedoni: meglio B;
Spazio: sta un po’ meglio il B;
Case deboli: per il N a5, a6, f6 e h6; per il B a3, c3, e3;
Pezzi: il N ha i due alfieri e controlla la colonna semiaperta b;
Centro: mobile
Re: sicuri entrambi.
Data la condizione di vantaggio, al B conviene il cambio delle D. 13. Qxd8 Rxd8
Per il B va bene spingere e5: il N non può né cambiare né sacrificare un pedone perché questo renderebbe anche isolati i p in colonna c; per cui spinge il pedone in d: 14. e5 d5

Il N ha ora più case deboli: a5, a6, c5, c6, d6, f6 e h6. Il B: a3, c3, d4, e3, e4. Bisogna però valutare quale possono essere effettivamente sfruttabili. In ogni caso, il numero di case non più controllate dai pedoni è aumentato.
Il B attacca il pedone debole c5 con il C e il N lo difende con l’A: 15. Na4 Bf8. Segue una mossa importante: 16. c4 Na6.
Se si cambia c4, si apre una colonna. A seguire il B sposta l’A: 17. Ba5 {attacca la T che si posta} Rd7
Ora il B piazzerà i pezzi per obbligare la spinta d4 del N.
18. Rfd1 Nb4 19. Rd2 Kg7 20. g3 Bb7 21. Kf2 Be7 22. Ke2 h6 23. h4 h5

Spinte di rottura: c4-d5, possibile g4-h5
24. Rc1 Na6 25. Rb2 Bc8 26. Bd2 Rdb7 27. Be3 Rb4 28. Rcc2 d4

Tb2 apre la strada a Ad2-e3. Il N evita ancora la spinta in d4 e sposta la T per poi spingere alla mossa 28.
Per attaccare il pedone debole c5 posso piazzare un C nella casa debole e4.
24. Rc1 Na6 25. Rb2 Bc8 26. Bd2 Rdb7 27. Be3 Rb4 28. Rcc2 d4 29. Bd2 R4b7 30. Rc1 Bd7 31. Rg1 Rh8 32. Bc1 Nc7 33. Rc2 Na6 34. Ba3 Rbb8 35. Ng5 f5 36. exf6+ (Bxf6)

Alla mossa 31, Tg1 è a supporto della possibile spinta di rottura g4; il N si difende con Th8.
Alla mossa 32 Ac1 è diretto, dopo lo spostamento della torre in c2, alla casa a3 per attaccare ulteriormente c5. Resta da spostare il C in e4: si passa per g5. Il N potrebbe catturare con Ae7 ma toglierebbe un difensore di c6. Il N gioca f5 e il B, pur non volendo, deve accettare la cattura en passant.
A questo punto parte l’attacco.
37. Nxc5 Nxc5 38. Bxc5 e5 39. Ne4 Rbe8 40. Kd2 Bg4 41. Nxf6 Kxf6 42. fxe5+ Ke6 43. Rf1 Bf5 44. Rf4 Rh7 45. Rxd4 Kxe5 46. Kc3 Kf6 47. Rd6+ Re6 48. Re2 Rxd6 49. Bxd6 Rd7 50. Be5+ Kf7 51. d4
Alla mossa 48, Te6 e inchiodata da Td6 e non può catturare la Te2, quindi cattura Td6.
Il N abbandona.

Sviluppo e attacco: Sthepenost – Corvi 2024 (in particolare mosse 17.-19., cfr. anche il video) [Corvi sviluppo]
[ASR]:
Colonna aperta: Rubinstein – Bogoljubov 1922 Rd 3, Roberti – Maggi 2009 Rd 4, Taimanov – Lisitsin 1949 Rd 3
Coppia degli alfieri: Bogoljubov – Janowski 1924 Rd 7
Vantaggio strategico: Tarrasch – von Scheve 1894
1.d4 d5 2.c4 e6 3.Cc3 Cf6 4.Cf3 Ae7 5.Af4 c6 6.e3 Cbd7 7.h3

Qui, con la spinta h3, una mossa laterale di pedone, il B previene Ch5 che minaccerebbe Af4. Il N, sbagliando, muove una seconda volta il cavallo in e4, perdendo un tempo di sviluppo. Proseguendo, alla mossa 9 il N muove di nuovo un pezzo per la seconda volta (7…Ce4 8.Cxe4 dxe4 9.Cd2 Ab4). In entrambi i casi il N avrà avuto buoni motivi per andare contro i principi. Per giocatori normali, questi motivi di solito non sono validi. La partita proseguì con: 10.a3 Axd2+ 11.Dxd2 O-O

Il B deve fare la sua pianificazione strategica. Va messo al sicuro il R con un arrocco e poi, considerando la struttura pedonale in senso dinamico (cfr. capitolo Pedoni e struttura pedonale) si può procedere con spinte di rottura per aprire il centro: f3 o d5. La prima si può fare solo con O-O-O e sembra più semplice da attuare.
Nella posizione, inoltre la D è mal piazzata perché ha il ruolo di A cattivo ma è possibile spostarla su casa chiara c2 per darle quello di A buono.
La partita proseguì con: 12.Dc2 f5 (in difesa di e4) 13.Ad6 (attacca la T) Te8 14.O-O-O Cf6 15.Ae5 Ad7 16.f3 (ci sono anche d5 e g4)

Segue 16.f3 exf3 (obbligata) 17.gxf3 (semi-apertura della colonna g per Th1) b5 (spinta di rottura) 18.Tg1 (!!!) Tf8 (per difendere l’area intorno al Re e aprire alla D) 19.Td2 (prepara il raddoppio di T) Tf7 (c.s.) 20.Tdg2 a5 21.Df2 (migliora la D che non controllava la zona di attacco contro il R nero; senza, le forze non sono sufficienti per chiudere la partita e il sacrificio Txg7 sarebbe vano).

Anche il conto delle case reali conferma il forte attacco contro il Re nero.
Si prosegue: 21…Ce8 22.Rg5 (per permettere Dh4) De7 23.Dh4 Cf6 (ci sono 8 case reali controllate. Le aumento con…) 24.Dh6 (10 case reali controllate)

24…Ra7 25. Ad6 (deviazione del difensore) Dxd6 (e attacco finale) 26.Txg7+ Rf8 27.Txh7+ Re7 28.Txf7+ Rxf7 29.Tg7+ Re8 30.Dxf6 1-0
Principio delle due debolezze: Shirov-Kinsman, Parigi 1990, preso da internet.

Il Nero ha una posizione inferiore, è in difesa e ha poco spazio; il suo pedone b7 è sotto attacco, ma si comprende che non è facile farlo cadere perché la difesa equivale all’attacco. L’equivalenza cessa se si nota che i pezzi neri sono legati a b7, mentre quelli bianchi non solo sono in attacco, ma possono essere spostati velocemente su un’altra debolezza. Quale?
L’unico punto del Nero che non ha difese è g7; per cui appare logico attaccarlo aprendo la colonna g: 30.h4! gxh4 31.gxh4 Af7. Il Nero si prepara alla difesa di g7. 32.e5!
Attaccando g7, però, b7 ritornerebbe sicuro e quindi, per il principio delle due debolezze, va scelto e6 come ulteriore punto vulnerabile. Come spesso accade quando si è pressati il Nero fa la scelta più automatica: 32…f5!? (secondo alcuni commentatori era migliore 32…fxe5 33.dxe5 Rf8, ma è arduo sostenerlo dopo 34.Tg2 o 34.Tg1) 33.Tg2 g6 34.Tbg1 Tc8 35.Txg6! (ecco che spunta la debolezza in e6 dopo: 35…Axg6 36. Txg6) f4+ 36.Rd3 Tcd8 37.Tf6 Txd4+ 38.Rc3 Td1 39.Tg7 Tc1+ 40.Rb3 Tb1+ 41.Rc2 e il Nero abbandona.
Profilassi e dominazione: Karpov – Timman Montreal 1979 Round 2 – Apertura Pirc
[Event "Montreal"]
[Site "Montreal CAN"]
[Date "1979.04.12"]
[EventDate "1979.04.11"]
[Round "2"]
[Result "1-0"]
[White "Anatoly Karpov"]
[Black "Jan Timman"]
[ECO "B07"]
[WhiteElo "?"]
[BlackElo "?"]
[PlyCount "75"]
1.e4 d6 2.d4 Nf6 3.Nc3 g6 4.g3 Bg7 5.Bg2 O-O 6.Nge2 e5 7.O-O Na6 8.Re1 c6 9.h3 Re8 10.Bg5 h6 11.Be3 Qc7 12.Qd2 Kh7 13.Rad1 Bd7 14.g4 Rad8 15.Ng3 Bc8 16.f4 b5 17.a3 b4 18.axb4 Nxb4 19.Nce2 exd4 20.Nxd4 a5 21.c3 Na6 22.Qc2 Bd7 23.Nf3 Re7 24.Bf2 Be8 25.Qd3 Qb7 26.Ra1 Nc7 27.Rxa5 Rdd7 28.b4 Ne6 29.Be3 c5 30.f5 Nd8 31.b5 Kh8 32.Bf2 Qc7 33.Ra4 Qb8 34.c4 Ra7 35.Rxa7 Rxa7 36.e5 dxe5 37.Nxe5 Ra2 38.Bxc5 1-0
Partita particolare per strategia e aspetti emotivi.
La situazione dopo la mossa 9, al termine dell’apertura è la seguente:

9.h3 Re8:
9.h3 è una mossa di profilassi perché difende la casa g4 evitando che il N possa spostarci il cavallo che minaccerebbe e3 e lo sviluppo dell’Ac1.
Valutazione della posizione:
· Nessun cambio; strutture pedonali intatte, analogo sviluppo dei pezzi, lievemente meglio per il B che ha il C in e2 più vicino al centro rispetto a Ca6;
· Spazio: T equivalenti anche se Te1 è bloccata dal C, D equivalenti, Cc3 e Cf6 equivalenti; A in colonna g equivalenti; altri A equivalenti; lieve vantaggio del B;
· Centro: bloccato e in tensione su d5; non essendoci maggioranze, entrambi dovrebbero cercare di limitare la mobilità dei pezzi avversari anche con manovre di blocco del centro; la ricerca di un avamposto dovrebbe essere in piano;
· Pezzi: entrambi hanno un A in fianchetto; Ac1 ha maggiore mobilità di Ac8;
· Case: d5 al momento è doppiamente difesa per entrambi;
· Sicurezza del Re: entrambi hanno arroccato dal lato di re.
La valutazione della posizione dà il B è in lieve vantaggio di spazio.
Analisi
Il controgioco del N è di eliminare e4 e poi muovere Cd5 e Cxe4.
Se B giocasse Be3 su questo controgioco, si avrebbe 10. Ae3 exd4 11. Cxd4 Cc5 con doppia minaccia su e4 (cfr. figura).

Segue invece: 10.Bg5 h6 11.Be3 Qc7 12.Qd2 Kh7

Qui termina lo sviluppo.
10.Ag5 apre la prima traversa per la torre, attacca il cavallo che difende d5 e provoca la spinta h6; quest’ultimo è una debolezza perché con Dd2 il B avrebbe D e A sulla diagonale e una possibilità di attacco.
Valutazione di mosse per il N per 10…:
· Cf6 non si può muovere perché è inchiodato a difesa della D;
· Cc7-e6: il N potrebbe attaccare l’Ag5, ma servono due mosse;
· Sviluppo di Ac8: l’A si interporrebbe a D o T nel controllo delle colonne d ed e;
· b5: spinta del pedone dal lato di D, inopportuna in questo momento;
· h6: sfiatatoio per il R e attacca l’Ag5. Mossa difensiva ma efficace.
Alla mossa 11, il B arretra l’A in e3 perdendo un tempo che però ricupera alla 12ma mossa con Dd2.
Perché Ag5 non cattura il Cf6?
Stockfish valuta la mossa come un lieve vantaggio per il N (-0,15). Il B perderebbe la coppia di A che il N manterrebbe e catturerebbe un C. Non è un cambio alla pari anche perché il B non potrebbe realizzare l’avamposto essendo d5 difesa da c6. Probabilmente Karpov ha voluto solo causare la spinta in h6.
Analisi delle varianti
Immaginando che il B possa giocare Dd2, la mossa di profilassi del N sarebbe 11…Rh7 a difesa di h6 prima ancora che venga attaccato, mossa poi fatta al turno successivo in difesa e non per profilassi: dunque la variante che studiamo è: 11. Be3 Rh7.
Seguirebbe 12. Dd2 exd4 (cfr. figura).

Esaminiamo ora le possibili mosse del B.
· Se 13.Af4 allora 14… g5 che è un indebolimento ma non grave ed e4 rimarrebbe in presa.
· 13.Cxd4 non è precisissima perché 13…Cc5 e a questo punto per difendere e4 è necessario 14.f3, esteticamente brutto, seguito da 14…d5 (cfr. figura). Poi il N potrebbe avanzare al centro (dxe4) con aumento di spazio. Se, a seguire, il B giocasse 15.Cxc6, con minaccia alla D Nera e cattura di p, si avrebbero le seguenti varianti:

· 15…bxc3 16.Axc5 per cui il B guadagnerebbe un pedone ed entrambi perderebbero un C (cfr. figura);
· 15… Cxe4 (cattura di p e contro sacrificio di C con minaccia alla D bianca) e a seguire:
· si cambiano i C (16. fxe4 cxd3): e4 rimarrebbe minacciato da Cf6. Il N non ha problemi (cfr. figura); oppure
· si cambiano le D (16.Cxd6 Cxd2 17.Cxf2 Txe3 18.Txe3 d4): anche in questo caso il N non ha problemi anche se il B avrebbe un vantaggio materiale che però si ricupera con il doppio attacco del pedone nero in d4 (cfr. figura).
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In conclusione, sia 13.Af4 sia 13.Cxd4 non vanno bene.
Resterebbe 12. Dd2 exd4 13.Axd4 Cc5

A questo punto sembrerebbe forte spingere il pedone in e5 ma si avrebbe 14.e5 dxe5 con Cc5 sospeso e Ad4 che, essendo minacciato da e5, è però inchiodato a difesa della donna e dovrebbe arretrare Ae3.
Resta da analizzare la variante 11.Be3 exd4
Se:
· 12.Cxd4 Cc5 con doppio attacco a e4; se 13.Af4 g5, oppure torna in 13.Ac1 Cxe4; non va bene per B;
· 12.Axd4 Cc5 13.e5 è molto forte per il B. dxe5 non è possibile perché lascerebbe il Cc5 sospeso e alla mercé di Aa4; 13…Cf6 14.exd6 Dxd6 15.Axg7 Dxd1 16.Taxd1 Rxg7 17.b4! non va bene per N.
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Si torna alla partita: 12.Qd2 Kh7 13.Rad1 Bd7

La mossa di A in campo chiaro permette anche di mettere in comunicazione le due T.
Nuova valutazione strategica (mia):
· Materiale e pedoni: nessuna variazione;
· Spazio: il B ha guadagnato spazio;
· Centro: invariato (bloccato sulla colonna di Re);
· Pezzi: la mobilità degli A del N è un po’ critica: uno è bloccato l’altro intralcia le T; no A buoni o cattivi;
· Case: f3 debole per il B, f6 debole per il N; le case g e h in seconda e settima traversa sono deboli;
· Attacco al Re: B dal lato di R, N meglio dal lato di D
Piani aggiornati.
Il B è in vantaggio e può elaborare piani più di attacco tenendo conto che è opportuno:
· Evitare lo spostamento Cc5 e conquistare ulteriore spazio, cercando di mantenere limitata la mobilità dei pezzi avversari e di aumentare il controllo del centro;
· Cercare un avamposto; su d5 però ci sono tre attaccanti e potenzialmente tre difensori (con Ac8-e5);
· Portare l’attacco dal lato di Re con A e pezzi pesanti e facendo avanzare i pedoni.
· Il B deve sempre contrastare il controgioco del N su e4.
Il N è in lieve svantaggio di spazio ed elabora piani più difensivi tenendo conto che è opportuno:
· Centralizzare i pezzi;
· Guadagnare spazio; proporre scambi al B per neutralizzare lo svantaggio di spazio;
· Limitare l’avanzata di pezzi nemici al centro ed attuare manovre di blocco e controllo dello stesso;
· Poiché ragionevolmente il B attaccherà dal lato di Re, predisporsi a un attacco sul lato di D facendo avanzare per prima cosa i propri pedoni;
· Proseguire il controgioco su e4.
Valutazione delle mosse del B:
· dxe5 con scambio del pedone d4, che attacca, con il pedone nero in d6, che difende, tramite e5 non è vantaggioso per il B né segue quanto sopra;
· f4 per un maggiore controllo del centro e maggiore spazio; concede però più controgioco al N;
· g4, porta avanti i pedoni per l’attacco sul lato di R, come farebbe anche f4, ma lascia g3 a disposizione del C che potrà ulteriormente difendere e4 (che rimane l’obiettivo del controgioco del N). A seguire, il B spinge f4 avendo però eliminato per il N qualsiasi chance di controgioco. Si tratta ancora di una manovra di profilassi.
A seguire
14.g4 Rad8 15.Ng3 Bc8 16.f4 b5
La mossa 14 di Karpov non lascia possibilità di gioco all’avversario.
Alla mossa 15, il B fa ancora profilassi raddoppiando la difesa su e4 e difendendo f5, cosa che impedisce il controgioco del nero sull’avanzata di g4 e f4 e il totale controllo del centro da parte dei pedoni bianchi. Al N non resta che far avanzare i pedoni dal lato di D perché qualsiasi tentativo al centro lo vedrebbe in svantaggio rispetto al B, che lo controlla molto efficacemente.

17.a3 b4
Nuovo esempio di profilassi del B è l’avanzata in a3 per impedire la spinta del pedone nero in b4 dove attaccherebbe il C. Il N avanza comunque in b4 perché non c’è molto altro che possa fare.
18.axb4 Nxb4 19.Nce2 exd4 20.Nxd4 a5 21.c3 Na6
Alla mossa 19, il cavallo del N è attaccato di scoperta dalla D dopo lo spostamento del C. Lo spostamento del C lascia la possibilità di c3 a difesa di d4, cioè un’altra mossa di profilassi. Inoltre, la D difende i propri pedoni nelle colonne b e c.
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La struttura pedonale del B è più solida, con una maggioranza lato R; il nero ha un pedone isolato in colonna a. Le colonne a, b, d ed e sono ora semiaperte e le ultime due sono controllate dalle torri di entrambi. Il B è in vantaggio di spazio e controlla il centro, sempre bloccato sulla colonna di re. T A e D si equivalgono ma Cd4 è nettamente più forte di Ca6.
In questa posizione, cerchiamo di nuovo di capire cosa vuole fare l’avversario e come vogliamo fare profilassi. Ragionevolmente, N mantiene l’idea di mettere sotto pressione e4 con Cc5. Come profilassi si può fare b4 ma Karpov ha scelto Dc2. Così difende preventivamente (profilassi) e4 (che ha 2 attaccanti e 2 difensori) e si riserva di spingere b4 in difesa se il N effettivamente gioca Cc5, costringendo il C a tornare indietro lasciando la possibilità di guadagnare un pedone con bxa5, poi …Dxa5, Cxc6. In partita è andata così: 22.Qc2 Bd7
La mossa di A del N è una mossa debole; meglio sarebbe stato spingere c5, con l’obiettivo di allontanare il C, o Cd7 (Stockfish +0,9 o +1,7 contro +2,4).
Anche il principio “se non sai che fare, migliora il pezzo peggiore” è di difficile attuazione non perché al N manchino pezzi peggiori ma perché non c’è spazio per spostarli efficacemente.
23.Nf3 Re7 24.Bf2 Be8 25.Qd3 Qb7 26.Ra1 Nc7 27.Rxa5 Rdd7 28.b4 Ne6

“Il Bianco può fare tutto da qualsiasi parte della scacchiera e il Nero è paralizzato.”
29.Be3 c5 30.f5 Nd8 31.b5 Kh8

Il B ha ora anche un pedone passato in b5, attaccando dal lato di D oltre che preparando l’attacco dal lato di R. Dopo poche mosse il N abbandona in questa posizione.

La vittoria nasce dal lieve vantaggio di spazio del B ottenuto con i pedoni centrali che è stato poi opportunamente difeso e ampliato da Karpov nel corso della partita anche grazie a mosse di profilassi e di dominazione.
Difesa Alekhine variante di cambio: Morozevich Bratchenko.
[Event "RUS-Cup9"]
[Site "Novgorod"]
[Date "1997.??.??"]
[Round "3"]
[White "Morozevich, Alexander"]
[Black "Bratchenko, Alexander"]
[Result "1-0"]
[WhiteElo "2595"]
[BlackElo "2390"]
[ECO "B03"]
1.e4 Nf6 2.e5 Nd5 3.d4 d6 4.c4 Nb6 5.f4 dxe5 6.fxe5 Nc6 7.Be3 Bf5 8.Nc3 e6 9.Nf3 Be7 10.d5 exd5 11.cxd5 Nb4 12.Nd4 Bc8 13.Bb5+ c6 14.dxc6 O-O 15.O-O Qc7 16.cxb7 Bxb7 17.Qg4 Qxe5 18.Rae1 Bd6 19.Nf5 Bc8 20.Nh6+ Kh8 21.Qh4 Bc5 22.Nxf7+ 1-0
|
11…Cb4 |
18.Tae1 |
22.Cxf7+ |
Pedone di donna isolato: Zvjaginsev - Vasquez Schroeder 2013 Rd 14 [Rios]
[Event "World Rapid Championship"]
[Site "Khanty-Mansiysk RUS"]
[Date "2013.06.08"]
[EventDate "2013.06.06"]
[Round "14.16"]
[Result "1-0"]
[White "Vadim Zvjaginsev"]
[Black "Rodrigo Rafael Vasquez Schroeder"]
[ECO "B01"]
[WhiteElo "2659"]
[BlackElo "2542"]
[PlyCount "43"]
1. c4 c6 2. e4 d5 3. exd5 Nf6 4. Nc3 cxd5 5. cxd5 Nxd5 6. Nf3
e6 7. Bc4 Nc6 8. O-O Be7 9. d4 O-O 10. Re1 Nf6 11. a3 a6?!
12. Ba2 b5? 13. d5 exd5 14. Nxd5 Nxd5 15. Qxd5 Bb7 16. Qh5 Qc7
17. Bg5 Bxg5 18. Nxg5 h6 19. Re3 Na5 20. Qg6 hxg5 21. Rh3 Rfc8
22. Re1 1-0
Obiettivo dell’analisi: The central break d4-d5 can be very powerful if Black does not effectively prepare against it.
Posizione di partenza dopo l’apertura (mossa 10).

elementi statici: la struttura pedonale del Nero è migliore (2 isole contro 3) anche perché il Bianco ha il d4 isolato;
elementi dinamici: gli alfieri del Bianco hanno più spazio.
Secondo Stockfish è una situazione di sostanziale equilibrio con lievissimo vantaggio per il Bianco (+0,4)
All’undicesima mossa, il bianco spinge il pedone a3 per prevenire la mossa Cb4-d5 da parte del Nero, cioè per prevenire il piano B. Il Nero non può occupare immediatamente la casa d5 con un cavallo (piano A), e dunque pianifica di infastidire l’Ac4 che protegge la casa d5 di destinazione del pedone isolato. A tal fine però deve spingere 11…a6?! e poi 12…b5?, cosa che gli fa perdere un tempo (primo errore del Nero: 11…a6?! e 12…b5?). Il Bianco, intuito il piano del Nero, ritira l’alfiere (12. Aa2) anche con l’obiettivo di poi seguire il piano 1 (batteria Qd3-Bc2 per il possibile matto) e poi spinge il pedone 13. d5 (Piano 2, appunto).
Stockfish: 11…a6 +0,6 12…b5 +0,5

Mossa 13 della partita
Da parte del Nero, al posto di 11…a6 sarebbe stato più sensato avanzare in b6 e poi sviluppare l’alfiere in b7:
11…b6!? 12. Dd3 Ab7 (Stockfish +0,1)
Il Bianco, alla mossa 12, sposterebbe la Regina perché d4-d5 risulterebbe meno efficace grazie allo sviluppo del Nero: 12. d5 Aa5 13. Aa2 Cxd5 14. Cxd5 exd5 15. Dxd5 Ae6 (Stockfish +0,1)
|
11…b6!? 12. Dd3 Ab7 |
11…b6!? 12. d5 … 15… Ae6 |
Al posto di 12…b5, il Nero avrebbe potuto procedere con 12…Dc7!? 13. Ae3 Td8 14.Dc2 lasciando comunque al bianco l’iniziativa per procedere con Tad1 e d5 (Stockfish +0,9).

12…Dc7 13. Ae3 Td8 14.Dc2
Dopo lo scambio dei pezzi nella casa d5 si arriva a una situazione di possibilità di cambio delle Donne con 15. Dxd5.

Mossa 15 della partita
La situazione, in termini di elementi dinamici, è di vantaggio del Bianco, che ha più spazio, i due alfieri che controllano intere diagonali e la Donna al centro, oltre a minacciare Ae7 con Te1 e inchiodare Cc6 in difesa di Ta8 (Stockfish +1,1). In questa posizione, il Nero non può permettersi lo scambio di regine.

Si avrebbe uno scambio di pezzi leggeri svantaggioso perdendo un cavallo in più del Bianco:
15…Dxd5? 16. Axd5 Ab7 17. Axc6 Axc6 18. Txe7 (Stockfish + 4,6)
Questa posizione alla mossa 15 andrebbe confrontata con la posizione alternativa derivante da 12…b6!? 13. d5 ecc. decisamente meno svantaggiosa per il Nero (Stockfish +0,1).

I piani del bianco si specializzano così:
Il piano 1 diventa: Alfiere di campo chiaro e Donna sulla diagonale b1-h7 per attacco dal lato di Re; Te1-e3 e poi Tg3 o Th3 a supporto della Regina
Più nell’immediato, evitare il cavallo Nero in b4 che attacca Donna e Alfiere
Segue il finale con l’attacco del Bianco fino a 17.Ag5 per un attacco a raggi X alla casa d1, prevenendo dunque lo spostamento della Tad8.

Mossa 17 della partita
Dopo lo scambio degli alfieri in campo scuro (17… Axg5 18. Cxg5), il Nero spinge 18…h6 per ostacolare o rallentare l’avanzata della regina bianca e il Bianco sposta la torre in e3, seguendo il piano.
Qui il nero commette un altro errore: 19…Ca5 (Stockfish +6,8).
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Il Nero avrebbe potuto difendersi con 19…Ce5 prevenendo il possibile attacco di donna bianca in g6. Ma proseguendo con 20. Ce6! fxe6 21. Txe5 ci si sarebbe trovati comunque col Bianco in vantaggio (Stockfish +1,0).

Il finale si chiude con abbandono del Nero in questa posizione.

Final Remarks:
1. Black's position would have been much safer had he kept his knight on d5.
2. It is absolutely necessary to prevent, or at least prepare against, a possible d4-d5 break.
3. Black's biggest mistake was playing the weakening moves ...a7-a6 and ...b7-b5, wasting time and making the d4-d5 break even stronger.
4. After d4-d5 was played, the position was nearly lost and extremely difficult to conduct.
Pedone di donna isolato: Korneev – Kasimdzhanov 2011 Rd 5 [Rios]
[Event "TCh-ESP CECLUB Div Honor 2011"]
[Site "Melilla ESP"]
[Date "2011.11.24"]
[EventDate "?"]
[Round "5"]
[Result "0-1"]
[White "Oleg Korneev"]
[Black "Rustam Kasimdzhanov"]
[ECO "C50"]
[WhiteElo "2608"]
[BlackElo "2675"]
[PlyCount "128"]
1.e4 e5 2.Bc4 Nf6 3.d3 Nc6 4.Nf3 Bc5 5.O-O d6 6.c3 a6 7.Bb3 Ba7 8.Nbd2 h6 9.Re1 O-O 10.h3 Be6 11.Nf1 Re8 12.Be3 Bxe3 13.Nxe3 Qd7 14.Nh4 Rad8 15.Nhf5 Ne7 16.Nxe7+ Rxe7 17.Bxe6 Rxe6 18.Ng4 d5 19.Nxf6+ Rxf6 20.d4 Rg6 21.Kh1 dxe4 22.Rxe4 Qc6 23.f3 Qb6 24.Qd2 exd4 25.Rxd4 Rxd4 26.cxd4 Rd6 27.Rd1 c6 28.b4 Qd8 29.a3 h5 30.Qf4 g6 31.Qe5 Rd5 32.Qe4 Kg7 33.Kg1 a5 34.Kh1 axb4 35.axb4 Qd6 36.Qb1 Rb5 37.Qa1 Kh7 38.Qa2 Kg8 39.Qa8+ Qf8 40.Qxf8+ Kxf8 41.Rb1 Ke7 42.Kg1 Kd6 43.Kf2 Kd5 44.Ke3 Kc4 45.Ke4 f5+ 46.Kf4 Rxb4 47.Rc1+ Kxd4 48.Rd1+ Kc3+ 49.Kg5 Rd4 50.Rb1 Rd6 51.Rb6 Kd4 52.g4 hxg4 53.hxg4 fxg4 54.fxg4 Kd5 55.Rxb7 c5 56.Kf4 c4 57.Ke3 c3 58.Rc7 Rc6 59.Rd7+ Ke5 60.Rd1 c2 61.Rc1 g5 62.Kd2 Kf4 63.Rf1+ Kxg4 64.Kc1 Rc5 0-1
Obiettivo dell’analisi:
1. This example reinforces the idea that having an isolated pawn in the endgame is a big problem.
2. Black can use the weakness of the isolated pawn to force the creation of new queenside weaknesses. The central break d4-d5 can be very powerful if Black does not effectively prepare against it.

Posizione di partenza dell’analisi alla mossa 27.
La partita inizia con un’apertura di partita italiana e il pedone di donna isolato si verifica alla mossa 26 quando Bianco e Nero hanno già cambiato i pezzi leggeri (due cavalli, due alfieri e due pedoni per parte). In questa posizione il Nero ha un lieve vantaggio perché dal punto di vista della struttura pedonale il Bianco è più debole a causa del pedone isolato, della torre in d1 che non ha spazio e del re meno protetto (Stockfish -0,6).
Piano del Nero: portare il proprio Re verso il centro per un finale di torri dopo lo scambio delle regine. Più nello specifico …Dd8 e …Td5
Il Nero manovra per rinforzare la sua posizione ai fini del piano.

Partita dopo la mossa 33
Dopo la mossa 33, tutto è pronto per l’attacco del Nero con un nuovo obiettivo nel campo del Bianco. Il Bianco deve infatti scegliere tra un pedone debole in b4 o permettere al nero la spinta c6-c5.

Partita dopo la mossa 49 (Stockfish -4,7)
Il Nero ha i pedoni b e c passati e maggiore spazio con Re e Torre che lavorano in tandem. La vittoria è inevitabile perché il Bianco non può impedire la promozione.

Partita dopo la mossa 64 (Stockfish #-21)
Final remarks
1. The standard plan ...Qd8 and ...Rd5 forces White to play b2-b4, in order to prevent ...c6-c5 winning a pawn.
2. Once b2-b4 had been played, the break ...a7-a5 forces the creation of a weak b4 pawn, or allows Black to finally achieve ...c6-c5.
3. The initial position looks like just a very slight advantage for Black, but in fact White lost the game almost without making a further mistake.
4. It should be noted that this version of the isolani is slightly different from previous examples, as Black had a pawn on the c-file, rather than the e-file.
Per impostare e seguire un piano di gioco, la prima volta ad apertura conclusa, è necessario:
1) Valutazione della posizionale (materiale, struttura pedonale, forza relativa dei pezzi, spazio, centro, case, sicurezza del re);
2) Comprendere chi è in vantaggio e conseguentemente decidere per piani di attacco o difesa;
3) Elaborare un piano di gioco tenendo conto di chi ha l’iniziativa;
4) Selezionare e analizzare le mosse possibili e coerenti con il piano scelto;
5) Scegliere la mossa da giocare.
|
Elementi |
Principali piani di gioco (*) |
|
Vantaggio di materiale |
Sacrificio Semplificazione |
|
Struttura pedonale |
Creazione di pedoni propri chiodo o passati e di pedoni avversari “deboli” Creazione di maggioranze Affiancamenti Spinte di rottura Scelta del lato dell’attacco |
|
Pezzi e forza relativa Alfiere buono e cattivo
|
Aumento del valore relativo dei propri pezzi con mosse o cambi: · scambio di C o A cattivo con A buono avversario; · Raddoppio di torri; · Torri in settima; · Alfiere in fianchetto; · Alfiere che domina il cavallo; · Coppie di alfieri. Controllo delle linee aperte con pezzi pesanti e delle diagonali maggiori Sacrificio di qualità Centralizzazione Avamposti, spec. di cavallo |
|
Spazio |
Creazione di un vantaggio di spazio Cambi e vantaggio di spazio |
|
Centro |
Area della scacchiera in cui sviluppare il gioco (centro, lato di R, lato di D) Rapidità di sviluppo e arrocco Controgioco di blocco del centro aperto |
|
Case |
Controllo delle case deboli avversarie Creazione di avamposti |
|
Sicurezza del Re |
Creazione di uno sfiatatoio Valenza strategica dell’arrocco Impedimento dell’arrocco Indebolimento/distruzione dello scudo pedonale Apertura di linee per successivo attacco con pezzi pesanti Estrazione del re |
|
Temi generali |
Profilassi e dominazione |
(*) da tradurre in mosse in base alla posizione